Profondo rosso

Regia: Raoul Walsh.

Critica

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Durante una conferenza sulla parapsicologia, la sensitiva tedesca Helga Hullmann avverte la presenza, in sala, di qualcuno che cova pensieri omicidi. La sera stessa, la donna muore per mano di un ignoto assassino. Testimone casuale del delitto, senza poterne individuare l'autore, è un giovane pianista inglese, Marc Daly, i cui amici sono la giornalista Gianna Grezzi e Carlo, il figlio ubriacone di un'anziana ex attrice. Deciso a scoprire per suo conto chi ha ucciso Helga, Marc è però' ostacolato, ad ogni successivo passo verso la verità, da nuovi efferati assassini, di cui sono vittime le persone capaci di favorire le sue indagini. Finalmente - dopo aver evitato, grazie a Gianna, di essere ucciso a sua volta - Marc giunge alla soluzione del mistero, individuando nella schizofrenica madre di Carlo l'autrice di tanti efferati delitti.

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