L'ultima risata
Critica
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Il protagonista è il portiere del Grand Hotel Atlantic di Berlino, dapprima rispettato e riverito, e che in secondo tempo, viene degradato e confinato dalla direzione a sorvegliare i gabinetti, situati giù in basso, nel sottosuolo. Il portiere si sente crollare il mondo addosso anche perché l'ambiente in cui vive impietosamente lo deride. Ma il destino, e l'autore, sono benevoli e grazie ad una eredità dell'immancabile zio d'America, il protagonista ritorna nell'albergo, questa volta, come ricco cliente.Ottime le tecniche di ripresa e le tematiche che consentono di penetrare nella ideologia autoritaria che il borghese tedesco ha introiettato.[1]Il film è sopravvissuto fino ai nostri giorni.
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di Gian Piero dell'Acqua - MYmovies
Il vecchio portiere di un grande albergo, assai fiero della sua vistosa livrea, viene improvvisamente «declassato» agli umili servizi nei gabinetti dell’albergo quando il direttore si accorge che il brav’uomo ...
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Il portiere d'un hotel di Berlino (Emil Jannings), diventato ormai vecchio, è costretto a spogliarsi della sua uniforme gallonata e ridursi a custode dei gabinetti. Umiliato, pensa al suicidio nel ...