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Critica

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Ben prima di George Orwell e del suo romanzo 1984, Lang ipotizza un possibile 2026, esattamente 100 anni di distanza da quello di produzione del film, nel quale le divisioni classiste sembrano accentuarsi; nella sfavillante Metropolis, infatti, vivono gli industriali, i manager, i ricchi e nel sottosuolo vivono gli operai confinati in un ghetto, di cui i ricchi sembrano neanche ricordarsi; proprio il figlio di un industriale, Freder (Gustav Frölich), figlio di John Fredersen (Alfred Abel) proprietario delle macchine che forniscono l'energia alla città, si accorge del mondo che gli sta sotto grazie a Maria (Brigitte Helm), una veggente che predica agli operai il possibile avvento di un mediatore tra loro e i capitalisti. La ragazza entrando nell'edonistico giardino in cui si diverte Freder, gli mostra i bambini della città operaia e lo invita a ...

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    di Claude Beylie - MYmovies
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    In una gigantesca metropoli-fabbrica, gli operai divenuti schiavi dei padroni vogliono ribellarsi. Una giovane, Maria, cerca di dissuaderli poiché sa che se si ribellano verranno massacrati. Lo scienziato Rotwang, animato ...

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    di Michaela Uccelli - CinemaIt

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