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Critica

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Rimasto orfano, Metello lavora, come muratore, nel cantiere di un ex-operaio diventato ingegnere che, dimentico delle origini, s'è adeguato alla regola generale di sfruttamento del lavoro. Arrestato per essersi scontrato con la forza pubblica, inviata a proibire le bandiere ai funerali di un muratore anarchico, all'uscita dal carcere ne sposa la figliola Ersilia. Intanto, fra gli operai di Firenze s'è fatto strada l'ideale socialista; anche Metello, che ha ormai abbandonato l'anarchismo paterno per la coscienza e l'unità di classe, partecipa a un grande sciopero proclamato per ottenere migliori salari. Durante la lotta, che si prolunga per giorni e giorni senza alcun risultato, Metello intreccia una relazione con Idina, una borghese vicina di casa, ma la stessa Ersilia interviene energicamente a stroncarla. Come gli industriali avevano previsto, tra gli operai, in sciopero da più di un ...

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    Metello era un romanzo di Vasco Pratolini che, come scrisse il suo autore, si costruiva su alcuni “valori indistruttibili dell’uomo.’ la sua origine, l’educazione dei sentimenti, la lotta per la ...

    di Gian Luigi Rondi - Il Tempo
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    Quando nel 1955 apparve Metello più di qualche critico rilevò il debito di Vasco Pratolini verso la tradizione del neorealismo cinematografico, sicché l’appuntamento del libro con lo schermo apparve subito ...

    di Tullio Kezich - Il corriere della sera
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    Firenze città dei fiori, culla dell’arte e della poesia... Di che lacrime grondi e di che sangue il detestabile cliché d’una Firenze la cui vera natura, secca e rissosa, e ...

    di Giovanni Grazzini - Il corriere della sera

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