Critica
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| Titolo (titolo originale) | |
| n/a | |
| Anno | Paese |
| 1972 | Francia, Italia |
| Uscita al cinema | Genere |
| n/a | Politico |
| Regia | Sceneggiatura |
| Jean-Luc Godard | Jean-Luc Godard |
| Cast | Produzione |
| Jane Fonda, Anne Wiazemsky, Vittorio Caprioli, Yves Montand | n/a |
| Distribuzione | |
| n/a | |
È la storia di due personaggi in crisi d'identità: lui (Yves Montand), regista che non crede più all'impegno politico, né come persona né come artista, tira a campare filmando reclames e spot vari d'infima qualità, lei (Jane Fonda), venuta a Parigi come inviata di un'emittente americana all'epoca del maggio francese e rimasta in Francia, fa dei reportage senza più nessun impegno. Il loro rapporto di coppia è in crisi. Lui, rassegnato, una sera riassume in termini amari la loro sconfitta di coppia ("On mange, on boit, on baise un peu...) che lei non vuole accettare.Improvvisamente un giorno si trovano a fare la cronaca di un incontro sindacale fra padrone (Vittorio Caprioli), sindacati e delegati operai. Dovrebbe essere una cosa di routine e invece le maestranze occupano l'azienda e sequestrano il principale assieme ai due giornalisti. Riuniti in assemblea permanente i lavoratori cantano uno slogan: "Salumi, si tu continues la classe ouvriere te tapera le cul". Salumi è il nome del proprietario di origine italiana, e in realtà si tratta di una fabbrica d'insaccati! Dentro a questa fabbrica i due personaggi conoscono la vita vera, quella degli operai e delle operaie che lavorano tutto il giorno alla catena di montaggio.