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La grande abbuffata

Critica

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  • 4
  • 5
  • Miglior voto n/a
  • Peggior voto n/a
Titolo (titolo originale)
n/a
Anno Paese
1973 Francia, Italia
Uscita al cinema Genere
n/a Grottesco
Regia Sceneggiatura
Marco Ferreri Rafael Azcona, Francis Blanche, Marco Ferreri
Cast Produzione
Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Andréa Ferréol, Philippe Noiret, Ugo Tognazzi n/a
Distribuzione
n/a

Il film narra di quattro uomini che, stanchi della vita noiosa e inappagante che conducono, decidono di suicidarsi, chiudendosi in una casa nei dintorni di Parigi, e mangiando fino alla morte. Il primo protagonista presentato è Ugo, proprietario del ristorante "Le Bisquit a Soup" e grande chef, deciso a suicidarsi probabilmente anche a causa delle numerose incomprensioni con la moglie. Successivamente viene presentato il personaggio di Philippe, importante magistrato che tuttavia vive ancora insieme alla sua balia d'infanzia Nicole, che è iperprotettiva con lui a tal punto da cercare di impedirglidi avere rapporti con altre donne, arrivando ad adempiere lei stessa ai bisogni sessuali del giudice. Il terzo personaggio presentato è Marcello, pilota dell'Alitalia, che essendo un vero e proprio maniaco sessuale, è distrutto dal fatto di essere diventato impotente.Nella prima scena in cui compare, è intento a fare scaricare dalle hostess dell' aereo delle forme di Parmigiano destinate alla villa in cui dovrà ritrovarsi con gli altri tre. Il quarto ed ultimo protagonista presentato è Michel, produttore televisivo divorziato e stanco della vita monotona che conduce. I quattro si recano insieme in macchina alla villa, di proprietà di Philippe, nella quale il vecchio guardiano Ettore ha gia predisposto tutto per la grande abbuffata, senza sapere tuttavia, che l' intento del suo padrone e dei suoi amici è quello di uccidersi.Ad aspettare Philippe, inoltre,vi è un esponente dell' ambasciata cinese,che vorrebbe offrire al magistrato un lavoro nella lontana Cina che ovviamente Philippe garbatamente rifiuta con la frase Timeo Danaos et dona ferentes, "temo i greci e i loro doni", citazione virgiliana. Una volta rimasti soli, i quattro cominciano la loro abbuffata (famosa la scena in cui Marcello e Ugo fanno a gara per vedere chi mangia piu velocemente le ostriche), ma vengono interrotti il giorno dopo dall' arrivo di una scolaresca che vorrebbe visitare il giardino della villa per vedere il famoso tiglio di Boileau, albero sotto il quale il poeta francese era solito sedersi per cercare l' ispirazione.I quattro accettano volentieri e offrono da mangiare a tutta la scolaresca, e soprattutto conoscono Andrea, la giovane maestra, che viene anche invitata da loro a cena per quella sera.Infatti, sentendosi soli, i quattro si organizzano per avere un po' di presenza femminile, invitando, oltre ad Andrea, tre prostitute. Andrea, intuendo quale fosse il loro scopo decide di aiutarli nel loro intento, stabilendo un tacito accordo e rimanendo con loro fino alla morte di tutti e quattro.Memorabili alcuni dei piatti preparati da Ugo, come il maiale arrostito con infilzati gli spiedi di pollo, o la gigantesca torta che prepara, senza dimenticare la pasta e la pizza provenzale.