Critica
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| Titolo (titolo originale) | |
| n/a | |
| Anno | Paese |
| 1974 | Italia |
| Uscita al cinema | Genere |
| n/a | Storico |
| Regia | Sceneggiatura |
| Carlo Lizzani | Carlo Lizzani, Fabio Pittorru |
| Cast | Produzione |
| Franco Nero, Lisa Gastoni, Rod Steiger, Henry Fonda, Lino Capolicchio, Tom Felleghy | n/a |
| Distribuzione | |
| n/a | |
La narrazione del film parte alcuni giorni prima della morte di Benito Mussolini, avvenuta il 28 aprile del 1945. In una Repubblica di Salò ormai in disfacimento, vengono rappresentati i pensieri, gli stati d'animo del duce in viaggio verso la morte: numerosi i flashback, in cui il dittatore italiano ricorda la sua gloria passata e il popolo osannante.Mussolini, che si trova a Milano sotto la protezione dei nazisti, rifiuta la resa con i partigiani che gli viene offerta dal cardinale Schuster e decide di fuggire verso la Svizzera perché gli anglo-americani sono già penetrati nel Nord Italia. Decide di segurilo l'amante Claretta Petacci e i gerarchi che vogliono salvarsi la pelle. Durante il tragitto, però, incontreranno dei partigiani che lasceranno fuggire la colonna tedesca che scorta Mussolini solo se consegneranno i gerarchi fascisti, cosa che viene fatta.Il duce si travestirà da soldato e si mescolerà ai tedeschi ma verrà riconosciuto in un altro blocco partigiano nel paesino di Dongo. Arrestato, verrà trasportato in varie ed improvvisate prigioni tra cui un casolare contadino. Alla fine verrà portato a Giulino di Mezzegra e lì fucilato; insieme lui verrà pure giustiziata per errore Claretta Petacci, che al primo sparo si era frapposta tra il proiettile e l'amante.