Salò o le 120 giornate di Sodoma

Critica

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Pasolini sceglie come ambientazione del film la Salò del 1944, e prende a simbolo il potere fascista solo per richiamare un qualsiasi potere. Il film, che è strutturato in 4 gironi (4 è il numero che ritornerà spesso nel film, come nel libro di De Sade), si rifà ad un'impostazione dantesca. Come in Dante, nel passaggio da un girone all'altro la perversione dei supplizi subiti dai giovani sequestrati, maschi e femmine, inflitti da parte di quattro gerarchi di Salò, tra cui il monsignore, aumenta gradualmente di intensità fino al preannuncio della morte.

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