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Critica

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Pasolini sceglie come ambientazione del film la Salò del 1944, e prende a simbolo il potere fascista solo per richiamare un qualsiasi potere. Il film, che è strutturato in 4 gironi (4 è il numero che ritornerà spesso nel film, come nel libro di De ...

Ultime recensioni

  • In una «anticamera» e tre «gironi», l'inferno dell'abiezione e della violenza in un condensato delle Centoventi giornate di Sodoma che vengono trasportate nella Repubblica di Salò, ultima roccaforte di crudeltà ...

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    di George Sadoul - MYmovies
  • È certo che ai fascisti Salò non piace affatto. Ma essendo Sade divenuto per alcuni di noi un patrimonio prezioso, alte grida si levano anche da tutt'altra parte: "Sade non ...

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    di Roland Barthes - MYmovies
  • Sere fa, in un cinema di Milano, ho fatto appena in tempo a vedere l'ultimo film di Pasolini. Il giorno dopo, tornavo a quel cinema per controllare il nome di ...

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    di Mario Soldati - MYmovies
  • Il film postumo di Pier Paolo Pasolini. Inedito fino a ieri a Roma, dopo un iter giudiziario durato quasi un anno e mezzo. Cominciamo da Sade, da cui prende anche ...

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    di Gian Luigi Rondi - Il Tempo
  • In effetti Salò o le 120 giornate di Sodoma si definisce, immediatamente, come uno spazio chiuso, in cui Pasolini ha inserito la sua “rappresentazione”. Questo vuoto immaginato, in cui il ...

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    di Edoardo Bruno - MYmovies
  • Non è un film storico, non ha la minima pretesa di documento. È soltanto un sogno-incubo in cui un moderno lettore di Sade ambienta, con tipica alogicità onirica, gli eventi ...

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    di Tullio Kezich - Il corriere della sera
  • Rileggendo in questi giorni L’innocente di D’Annunzio, vi trovo un pensiero che sono tentato di applicare al Salò di Pasolini: "Ahimè, quante volte noi crediamo sentire la verità in una ...

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    di Giovanni Grazzini - Il corriere della sera