Critica
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| Titolo (titolo originale) | |
| n/a | |
| Anno | Paese |
| 1984 | USA |
| Uscita al cinema | Genere |
| n/a | Commedia, Cortometraggio, Horror |
| Regia | Sceneggiatura |
| Tim Burton | Tim Burton |
| Cast | Produzione |
| Daniel Stern, Sofia Coppola, Joseph Maher, Barret Oliver, Paul Bartel, Shelley Duvall | The Walt Disney Company |
| Distribuzione | |
| n/a | |
Victor Frankenstein (impersonatato da Barret Oliver) è un giovane ragazzo che si diletta nel realizzare film sul suo cane, Sparky (un Bull Terrier). Dopo che Sparky viene ucciso da una macchina, Victor impara a scuola l'effetto degli impulsi elettrici sui muscoli e prende l'idea di riportare in vita il suo animale. Crea così elaborati macchinari che, producendo lampi e tuoni contro il corpo del cane, lo fanno rivivere. Mentre Victor è felice del risultato, i suoi vicini sono terrorizzati dall'animale, dopo aver scoperto il suo ritorno, e quando i Frankenstein decidono di reintrodurre in famiglia il rivitalizzato Sparky, i vicini si arrabbiano e si intimoriscono. Così, quasi consapevole di ciò che accade, Sparky scappa, inseguito da Victor, e si ritrovano così in un locale campo di minigolf, dove si nascondono nel suo miglior mulino a vento. Qui si innesca un incendio e, mentre Victor riesce a salvarsi grazie all'aiuto del cane, Sparky muore. Il vicinato, accorso nel luogo, riconosce i propri errori. La gente usa le proprie macchine, insieme a cavi elettrici, per "ricaricare" il cane. Rivive e tutti lo lodano. Il film si conclude con Sparky che si innamora di un barboncino con un'acconciatura che ricorda, stranamente, quella della sposa di Frankenstein.
