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Critica

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Alla fine degli anni Trenta due simpatici giovanottelli lasciano la campagna per approdare, pieni di speranze e dall'allegria, in una bella e grande città. Guido è il più vivace dei due. Vuole aprire una libreria nel centro storico. Laltro, Ferruccio, smarrito e poetico, fa il tappezziere, ma si diletta a scrivere versi comici e irriverenti. In attesa che le loro speranze si realizzino, il primo trova un lavoro come cameriere ale Grand hotel e il secondo s'arrangia facendo il commesso in un piccolo negozio distoffe. La città offre ai due giocosi amici mille occasioni di entusiasmo e d'avventure. In un'Italia paludata, elegante, marmorea, goffamente militaresca, Guido e Ferruccio rincorrono la felicità. Con brio, con incoscienza. Guido s'innamora di una maestrina repressa da un ambiente che vive di buone maniere e di conformismo, Dora, che però ...

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