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La sposa di Chucky

Critica

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  • 4
  • 5
  • Miglior voto n/a
  • Peggior voto n/a
Titolo (titolo originale)
n/a
Anno Paese
1998 USA
Uscita al cinema Genere
n/a Horror
Regia Sceneggiatura
n/a Don Mancini
Cast Produzione
Katherine Heigl, Jennifer Tilly, Alexis Arquette n/a
Distribuzione
n/a

La sua ex-fidanzata Tiffany (interpretata da Jennifer Tilly, oggi diventata giocatrice professionista di Poker Texas Hold'em), lo aveva recuperato e portato a vivere con se nella sua roulotte dove lo ricustruisce (nel film precedente Chucky si tritò su un'elica gigante) e gli ridà la vita con i poteri voodoo. Con un blitz e con la giusta ispirazione al film La moglie di Frankenstein (che infatti scorre sullo schermo di una TV all'interno della roulotte), la uccide e ne trasferisce l'anima nel corpo di pezza di una bambola femmina che lei stessa gli aveva regalato per farsi beffa di lui. Dopo di che, tutti e due cominciano a creare una serie di omicidi truculenti, fino a che non trovano due ragazzi, in cui decidono di trasferire le loro anime. In seguito, dopo averli catturati, Chucky e Tiffany, con il medaglione di Chucky trovato nella bara del suo vecchio corpo umano, si stanno per trasferire nei corpi dei due ragazzi, fino a quando Tiffany decide di non farlo, tra le due bambole scaturisce una lotta, fino a che Chucky non ha la meglio, ferendo a morte l'altra bambola con un coltello, lui stesso però, viene ucciso dalla ragazza, per mezzo di una pistola. Sembra tutto finito, ma quando un poliziotto si avvicina al corpo della bambola in cui vi era Tiffany, si risveglia per un momento, facendo nascere in quel frangente, un bambino. Dopo di che Tiffany muore, mentre il bambino nato attacca il poliziotto, facendo intuire che in vita ora vi è un erede dello spietato assassino Chucky.Tra le altre citazioni cinematografiche del regista di Hong Kong Ronny Yu, va segnalata quella, invero implicita, ad Assassini nati di Oliver Stone