Critica
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| Titolo (titolo originale) | |
| n/a | |
| Anno | Paese |
| 2002 | Canada, Germania, Stati Uniti d'America |
| Uscita al cinema | Genere |
| n/a | Documentario |
| Regia | Sceneggiatura |
| Michael Moore | Michael Moore |
| Cast | Produzione |
| Michael Moore, Charlton Heston, Matt Stone | Alliance Atlantis Communications, Dog Eat Dog Films, Iconolatry Productions Inc., Salter Street Films International, TiMe Film- und TV-Produktions GmbH, United Broadcasting Inc., Vif Babelsberger Filmproduktion GmbH & Co. Zweite KG |
| Distribuzione | |
| Mikado | |
Il film è dedicato al tema dell'uso delle armi in America, facendo riferimento alle stragi nelle scuole americane, in particolare al massacro della Columbine High School, vicino a Denver e Littleton, nel Colorado, nella quale due ragazzi armati di fucile, entrarono nella loro scuola e si uccisero dopo aver fatto fuoco verso i loro stessi compagni.Si tratta di un documentario girato con una buona dose di coraggio e desiderio di approfondimento di un tema a vasta eco sociale, che ha portato l'autore in giro per il paese, fino al notevole finale - sotto l'aspetto documentaristico - con l'intervista all'ex-attore Charlton Heston, presidente della National Rifle Association (letteralmente Associazione Nazionale dei Fucili in inglese).Spostatosi in Canada per approfondire il tema dell'uso delle armi, Moore giunge alla conclusione che non è l'arma in sé a creare il crimine, ma la paura del crimine stesso che negli Stati Uniti, attraverso i suoi mezzi d'informazione e l'uso politico delle differenze sociali, porta chiunque a diffidare del prossimo, trascinando questi contrasti a forme di difesa personale eccessiva.