Il posto dell'anima
Critica
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È una storia dei giorni nostri: una multinazionale americana del settore degli pneumatici decide di chiudere la filiale italiana per tagliare sui costi e spostare la produzione in zone economicamente in crescita. Gli operai iniziano una lotta serrata con iniziative di ogni genere. Nascono contrasti tra di loro, i responsabili sindacali e anche all'interno delle mura domestiche. La comparsa di alcuni gravi casi di malattia del lavoro, dovuta alle condizioni di produzione, li farà ritornare uniti in un pur tragico epilogo del film.
Ultime recensioni
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di Massimo Bertarelli - il Giornale
Stavolta, anche se i protagonisti sono tre operai licenziati, Berlusconi non c'entra. Primo perché il film fu progettato nel Duemila, sotto il governo dell'Ulivo; secondo perché, grazie al cielo, di ...
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di Aldo Fittante - Film TV
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di Cristina Piccino - Il Manifesto
Racconta il regista, Riccardo Milani, che Il posto dell’anima nasce soprattutto da un'esigenza: rendere cioè visibili quelle parti di società che il cinema italiano oggi sembra ignorare: gli operai, nel ...
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di Tullio Kezich - Il corriere della sera
La classe operaia non va sullo schermo. O ci va poco, almeno nel nostro Paese. Se qualche studente dovesse elaborare la tesi «l'operaio nel cinema italiano» si troverebbe davanti una ...
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