Critica
È una storia dei giorni nostri: una multinazionale americana del settore degli pneumatici decide di chiudere la filiale italiana per tagliare sui costi e spostare la produzione in zone economicamente in crescita. Gli operai iniziano una lotta serrata con iniziative di ogni genere. Nascono contrasti ...
Ultime recensioni
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di Massimo Bertarelli - il Giornale
Stavolta, anche se i protagonisti sono tre operai licenziati, Berlusconi non c'entra. Primo perché il film fu progettato nel Duemila, sotto il governo dell'Ulivo; secondo perché, grazie al cielo, di ...
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di Aldo Fittante - Film TV
La classe operaia, questa sconosciuta. Se mai fosse stata "in paradiso", ora è più che mai "all'inferno". La rimozione è in atto. Poi può accadere che un manipolo di lavoratori ...
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di Cristina Piccino - Il Manifesto
Racconta il regista, Riccardo Milani, che Il posto dell’anima nasce soprattutto da un'esigenza: rendere cioè visibili quelle parti di società che il cinema italiano oggi sembra ignorare: gli operai, nel ...
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di Tullio Kezich - Il corriere della sera
La classe operaia non va sullo schermo. O ci va poco, almeno nel nostro Paese. Se qualche studente dovesse elaborare la tesi «l'operaio nel cinema italiano» si troverebbe davanti una ...
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di Paolo D'Agostini - la Repubblica
Che sensazione di pienezza dà il film di Milani. E che bel trio Michele Placido, Silvio Orlando, Claudio Santamaria. Che bella scrittura (Domenico Starnone), che bella storia, che bei personaggi. ...
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di Marco Spagnoli - CinemaIt
La sede di Campolaro della Carair, multinazionale americana produttrice di pneumatici comunica l'imminente chiusura e il conseguente licenziamento di tutti gli operai molti dei quali provenienti dallo stesso, piccolo paese ...
Il cinema inglese anni Novanta. Quello sociale ma anche carino, quello che ha rielaborato lo sdegno di Ken Loach fino a qualcosa di più "digeribile", in vista del grande/grandissimo pubblico. ...
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di Marco Lombardi - MYmovies