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Regia: Philip Gröning.

Critica

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L'ordine dei Certosini è ritenuto una delle confraternite più rigide della Chiesa Cattolica Romana. Nascosta dagli occhi del pubblico, la vita quotidiana dei monaci segue le regole ed i rituali secolari dell'ordine. I visitatori ed i turisti sono tenuti fuori dai locali del monastero. Non esistono di fatto pellicole sui monaci. L'ultima ripresa avvenne nel 1960 quando due giornalisti furono ammessi nel monastero. Non gli fu però concesso di riprendere i monaci. 19 anni dopo il suo primo incontro con l'attuale Priore Generale dell'ordine, al regista Philip Gröning fu dato il permesso di girare un film sulla vita dei monaci. Questo unico permesso di girare è il risultato di una lunga e leale relazione tra Philip Gröning e il Priore Generale. Il contratto prevede che per almeno 7 anni non verrà permesso di girare alcun ...

Ultime recensioni

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  • 0 stelle

    Philip Gröning aveva in mente questo film dall'84, si data allora infatti il primo incontro del regista tedesco (originario di Düsseldorf) con il priore generale della Grande Chartreuse, la casa ...

    di Cristina Piccino - Il Manifesto
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    Straordinario documento di 162 minuti girato nella Grande Chartreuse, Casa dei certosini nelle Alpi francesi: una di quelle scommesse vinte dal cinema quando diventa qualcosa di speciale, un' esperienza che ...

    di Maurizio Porro - Il corriere della sera
  • 0 stelle

    Per 160 minuti non si ve dono altro che stanze, chiostri. monaci in preghiera o che, in silenzio, curano l'orto, leggono in biblioteca, si incrociano in lunghi corridoi abitati dall'ombra. ...

    di Caterina Maniaci - Libero
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    Un uomo solo per un film. E lungo quasi tre ore. È accaduto al tedesco Philip Gröning che si è chiuso per sei mesi nella Grande Chartreuse sulle Alpi francesi ...

    di Gian Luigi Rondi - Il Tempo
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    Per sintonizzare gli orologi. O meglio, i calendari. Il regista tedesco fece umilmente pervenire la sua domanda alla fine degli anni Ottanta: potrei venire a stare qualche mese in una ...

    di Mariarosa Mancuso - Il Foglio

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