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Critica

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Brookline, Massachusetts, inizio Novecento. Francis Ouimet (Shia LaBeouf), di umili origini, matura l'amore per lo sport del golf svolgendo il lavoro di caddie nel golf club locale e coltivando il mito di Harry Vardon (Stephen Dillane), il più grande giocatore dell'epoca, che ha avuto occasione di incontrare da bambino, rimanendone affascinato. Nel 1913, sfidando l'autorità paterna (Elias Koteas) e l'ostilità dei soci del golf club, che dai lati opposti delle barriere sociali si oppongono ai suoi sogni, ma con l'aiuto dell'esperto capo dei caddie e di un socio lungimirante, partecipa da amateur agli U.S. Open, dove si ritrova a giocare contro i migliori professionisti dell'epoca, fra cui proprio Harry Vardon che, pur avendo una fama internazionale, è vittima quanto Francis delle differenze di classe, non può neppure essere socio del club di "gentiluomi" al quale ...

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    Britannici contro americani, ricchi contro poveri, professionisti contro dilettanti: a mettere in campo tante opposizioni è Il più bel gioco della mia vita, ovvero il golf che ormai anche in ...

    - La Stampa
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    Cronaca della storia vera di Francis Ouimet, giovane figlio di modesti immigrati francesi nella Boston di inizio ‘900, e della sua passione per il golf, sport elitista e upper class ...

    di Federico Ferrone - CinemaIt

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