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Critica

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Sperduto in mezzo al territorio post sovietico c’è un paese chiamato, in omaggio al padre del Comunismo, Marks. Ma che succede quando il fattore K si perde per strada? Mars è come la Russia attuale, un luogo di frattura e straniamento, attesa febbrile e possibilità, un cantiere in evoluzione esplosiva in cui convivono le rovine di ciò che fu e le fantasie immaginifiche di ciò che può essere. Ne avrà una vaga idea Boris, pugile in fuga da qualcosa o qualcuno: catapultato quasi per caso in questo coloratissimo purgatorio, si trascina narcolettico e alieno alla ricerca della sua strada. Intorno a lui, centinaia di peluches di ogni foggia e dimensione: sono prodotti dalla fabbrica locale, che li usa anche come moneta per pagare i dipendenti. La presenza del laconico boxeur che conosce il mondo non ...

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