Critica
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Dopo la morte del padre, Kale (Shia LaBeouf) è diventato cupo, introverso e ansioso. Sua madre Julie (Carrie-Anne Moss), lavora giorno e notte per mantenere se stessa e il figlio, ma la sua fatica è ricambiata con indifferenza e apatia. Costretto agli arresti domiciliari, Kale si rinchiude fra le mura domestiche, e inizia a rivolgere la sua attenzione all’esterno, spiando la vita dei suoi vicini di casa, in un atteggiamento che sfiora il voyeurismo. Lentamente Kale si convince che uno di questi vicini è un serial killer, ma i suoi sospetti potrebbero essere il frutto della sua claustrofobica condizione o della sua fervida immaginazione…
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Dopo un cazzotto sterrato a un professore, il giovane arrabbiato Kale (Shia LaBeouf) è costretto dalla polizia agli arresti domiciliari. Intrappolato in casa e monitorato dagli agenti grazie a una ...