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Critica

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Germania occidentale, anni 70. Bombe, attentati mortali insieme alla paura e alla minaccia di un nemico interno scuotono le fragili fondamenta della giovane democrazia tedesca. I più radicali figli della generazione nazista guidati da Andreas Baader (Moritz Bleibtreu), Ulrike Meinhof (Martina Gedeck) e Gudrun Ensslin ...

Ultime recensioni

  • Quasi 30 anni fa, Uli Edel fece sensazione scrutando tra i ragazzi dello zoo di Berlino: giovanissimi drogati con corpo e speranze in svendita. Storie vere, film verista non coinvolto. ...

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    di Alessio Guzzano - City
  • Nel film sui terroristi della banda Baader-Meinhof il regista Edel non prende posizione. e non convince. > Tutti morirono a stento, in una notte di ottobre del 1977, i maggiori ...

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    - Corriere della Sera Magazine
  • Autore di una trilogia sul disagio sociale e la violenza (I ragazzi dello zoo di Berlino, Ultima fermata a Brooklyn), Uli Edel affronta l' incandescente materia del terrorismo anni 70, ...

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    - Il corriere della sera
  • "La Bande à Baader" : version livre d'histoire Dix ans en deux heures et demie, c'est difficile. De la répression brutale, par la police berlinoise, des manifestations contre le chah ...

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    - Le Monde
  • Bernd Eichinger ha il gusto enciclopedico e un po' presuntuoso di riscrivere la storia segreta del suo paese e la capacità urticante di andare controcorrente, a destra e sinistra. Mestiere ...

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    - Liberazione
  • La banda Baader Meinhof di Uli Edel evoca la guerriglia urbana della Rote Armee Fraktion, però dopo parecchi altri film: il migliore sul tema resta Il silenzio dopo lo sparo ...

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    - il Giornale
  • Sceglie un compromesso tra la spettacolarizzazione emotiva (diversamente dal famoso "Stammheim", dal nome del carcere di massima sicurezza, di oltre vent´anni fa) e il tenersi «obiettivamente» a distanza ...

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    di Paolo D'Agostini - la Repubblica
  • Un film senza eroi, senza trama (appena una cronologia di fatti degli anni 1967-77), senza ideologie, senza motivazioni, senza tempi morti: evocando il periodo in cui il terrorismo ebbe in ...

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    di Lietta Tornabuoni - L'espresso
  • Una bella messinscena alla Costa-Gavras che rievoca le gesta di Ulrike Meinhof, Andreas Baader e dei loro compagni della RAF. Un'operazione coraggiosa né revisionista né apologetica, purtroppo impensabile in Italia

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    di Giona A. Nazzaro - FilmTV
  • (...) Gli anni di piombo tedeschi, ricostruiti da un bravo regista che non ha bisogno di chiedere il permesso alle famiglie delle vittime. (...)

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    di Mariarosa Mancuso - Il Foglio
  • (...) racconta un florilegio di falsità nascoste da un'abile plastica facciale. E omette troppi fatti (...) è così pieno di omissis, da ingolfare qualunque spettacolo adrenalinico manierista. Invece si utilizza ...

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    di Roberto Silvestri - Il Manifesto
  • (...) trattandosi di un kolossal da 20 milioni di euro, La banda Baader Meinhof non va per il sottile. Evita di scandagliare le psicologie, di riflettere sull'atroce stagione di sangue. ...

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    di Michele Anselmi - Il Riformista
  • (...) film interessante (...) Lo stile della ricostruzione, di oltre due ore e mezzo, è chiaro ed essenziale, da tv di alta gamma, con le semplificazioni specie di linguaggio: pochi ...

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    di Maurizio Cabona - il Giornale
  • (...) il film di Edel finisce per usare le armi del cinema «epico» senza porsi problemi di punti di vista o di distanza storica. Non cerca di mitizzare la Raf ...

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    di Paolo Mereghetti - Il corriere della sera
  • (...) un film complesso, storicamente accurato (...). Né processo né difesa (e neppure fuorvianti paragoni con il terrorismo del nuovo millennio), ma cronaca densa e puntuale degli eventi (...)

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    di Alessandra De Luca - Ciak
  • Negli anni settanta Ulrike Meinhof, Andreas Baader e Gudrun Ensslin fondano una cellula terroristica denominata: Banda Baader-Meinhoff. I giovani si scagliano contro le istituzioni tedesche accusate di essere complici dell’imperialismo ...

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    di Maurizio G. De Bonis - CinemaIt