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Critica

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Il protagonista è un professore universitario di Diritto, un quarantenne affascinante, intelligente, ironico, socialmente e professionalmente molto affermato. Non sorprende che sia corteggiato dalle donne, verso le quali mostra un’accorta disponibilità. Ma da subito ci appare anche come un personaggio chiuso in sé, rinserrato nelle sue condizioni di “privilegio”, vissute e usate come uno schermo difensivo frapposto tra sé e la “ volgarità e insensatezza della realtà”, verso la quale ha un atteggiamento di totale e aristocratico rifiuto. Il protagonista vive al riparo nella torre d’avorio che si è costruita e sembra che nulla potrà mai violarne le difese. Per preservare questo acceso individualismo, non esita a reprimere i propri sentimenti e sacrificare quelli degli altri. Fino a troncare, senza una ragione plausibile, la relazione che ha con Silvia, una giovane donna disperatamente innamorata di ...

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    - Il Tempo
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