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Critica

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Vita, amori e soprattutto pugni - dati e presi - di una leggenda del pugilato. Primo Carnera, la "montagna che cammina" come fu definito il boxeur all'epoca, non è stato solo un grande combattente del ring ma un idolo, inteso anche come mezzo di riscatto, per tanta Italia emigrata negli Stati Uniti. Il film fa rivivere l'epopea del Campione mettendone a fuoco la lunga tranche americana degli anni Trenta con l'apoteosi del titolo mondiale prima dell'inevitabile declino.

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    «Non pubblicare le foto di Carnera a terra», ordinavano le veline del fascismo. Per un po' il regista si attiene ai consigli del Duce, e lo spettacolo funziona, dalla povera ...

    di Claudio Carabba - Corriere della Sera Magazine
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    Quando vado a trovare gli amici Claudio e Elena Cerasi, ispirati collezionisti del Novecento italiano, subito all'ingresso mi accoglie in effigie Primo Carnera. Il 30 giugno 1933, annunciando che il ...

    - Il corriere della sera
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    L'ammirevole tema del film è senz'altro la sfida: quella pura e dura della fiction che si consuma tra le quattro corde del ring e quella produttiva che vede il nostro ...

    - Il Mattino
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    In piena globalizzazione, spunta il mito nostrano di Primo Carnera, campione dei pesi massimi nel 1933, descritto (con licenza) in questa cinebiografia kolossal. Andrea Iaia, due metri d'altezza come il ...

    - il Giornale
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    Il regista Renzo Martinelli racconta le imprese dei gigante italiano (due metri per 126 chili) amato da Mussolini. Che divenne campione dei mondo anche grazie agli incontri combinati dalla malavita, ...

    - Il Venerdì di Repubblica

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