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Critica

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Maurizio Gallo, un giornalista sportivo italiano e Ugo, il suo fotoreporter sbarcano a Buenos Aires come inviati al Mundial di Calcio del 1978. L’evento sportivo, su cui si stanno accendendo i riflettori di tutto il mondo, è l’occasione per la Giunta militare di Videla per far cadere nell’ombra le gravissime violazioni dei diritti umani che va perpetrando: abrogazione dei diritti costituzionali, sospensione delle attività politiche e di associazione, proibizione dei sindacati, dei giornali, sequestro di attivisti politici sociali e sindacalisti oltre che di alcuni guerriglieri, utilizzo della tortura come forma sistematica per estorcere informazioni e l’avvio dell’applicazione del metodo della sparizione di massa. Maurizio Gallo è anche latore di una busta contenente del denaro per Ana, ex moglie di un argentino emigrato in Italia. L’incontro tra i due, il giorno dell’inaugurazione del Mundial, è amore ...

Ultime recensioni

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  • 2 stelle

    Complici del silenzio sfiora mille possibili piste narrative senza seguirne fino in fondo nessuna. Come una fiction, perdonateci la banalità. Peccato.

    - Il Messaggero
  • 3 stelle

    Dopo lo svelamento delle «verità nascoste» sul primo pentito di mafia in «L'uomo di vetro» con «Complici del silenzio» ispirato da un soggetto del giornalista Rocco Oppedisano, Stefano Incerti riapre ...

    - Il Mattino
  • 3 stelle

    Stefano Incerti ha certamente pensato alla contemporaneità per il suo nuovo film: qual è oggi quel paese dove il calcio impera e invade tutto lo spazio mentale, mentre in silenzio ...

    - Il Manifesto
  • 3 stelle

    Il finale del film di Stefano Incerti, col pueblo argentino esaltato dalla vittoria ai Mondiali di calcio chissenefrega se ci sono 30.000 desaparecidos della dittatura di Videla, omaggia Dino Risi ...

    - Il corriere della sera
  • 3 stelle

    (...) Storia d'amore e durissima repressione politica procedono e si intrecciano per tutto il film. Merito del regista (e dei bravi protagonisti, Alessio Boni in testa) è di aver calibrato ...

    di Valerio Guslandi - Ciak

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