Lezioni d'amore

Critica

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  • Peggior voto 2/5

Il carismatico professor DAVID KEPESH (Ben Kingsley) ama vantarsi delle proprie avventure con le sue studentesse, anche se si tratta di rapporti in cui non si lascia mai veramente andare. Ma quando la bellissima CONSUELA CASTILLO (Penélope Cruz) entra per la prima volta nella sua classe non può che abbassare le proprie difese: la bellezza della giovane donna dai capelli corvini lo affascina al punto da turbarlo nel più profondo del suo essere. Anche se Kepesh considera il corpo della donna come un’opera d’arte assoluta, Consuela per lui è molto più di un semplice oggetto del desiderio. E’ molto sicura di sé e possiede una grande intensità emotiva, che mettono a dura prova molti suoi preconcetti. Col passare del tempo, il desiderio di Kepesh nei confronti di Consuela diviene una vera e propria ossessione e, ...

Ultime recensioni

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  • 3 stelle

    Animale morente di Roth è diventato un film. Cambiato il titolo, restano carne e sangue. Ma sparisce l’erotica passione.

    - Corriere della Sera Magazine
  • 2 stelle

    Sentimentalismo poco tollerabile. Amore tra Penelope Cruz nella parte impossibile di una studentessa universitaria e Ben Kingsley invecchiato professore. Dialoghi elegiaco- ridicoli, tentativo non riuscito ...

    di Lietta Tornabuoni - L'espresso
  • 3 stelle

    C'è qualcosa di artificiale, quasi fosse esplicito dichiarare che in fondo si tratta di fiction. Si dice che Roth avesse insistito perché fossero realizzate sequenze forti, presenti nel romanzo, ma ...

    - Il Manifesto
  • 2 stelle

    È una deludente storia strappalacrime Lezioni d'amore della regista spagnola Isabelle Coixet, che fa rivivere le mediocri pagine di Philip Roth nell'Animale morente. Un maturo docente (Ben Kingsley) s'invaghisce delle ...

    - il Giornale
  • 2 stelle

    Diceva Freud «l´età della pace è un mito, come la giovinezza felice». Ne è prova il carismatico professore di letteratura David Kepesh. Lo conoscevamo già, per averlo incontrato nel romanzo ...

    di Roberto Nepoti - la Repubblica

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