Generazione 1000 euro
Critica
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Matteo ha 30 anni, una laurea in tasca e un gran talento per la matematica. Eppure riesce a stento a pagare l’affitto dell’appartamento che divide con Francesco, il suo migliore amico. In breve tempo la sua vita si trasforma in un incubo… perde la fidanzata, viene sfrattato e come se non bastasse, rischia il lavoro. L’arrivo a sorpresa di Beatrice, una nuova coinquilina che aspira a diventare insegnante, e di Angelica, che oltre ad essere molto bella, è anche il capo del marketing nell’ufficio dove lavora, segneranno profondamente il corso degli eventi, tanto da costringere Matteo, per la prima volta, a pensare al futuro. E a fare delle scelte. Diretto da Massimo Venier, Generazione mille euro è liberamente ispirato al libro omonimo di di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa.
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Con un buon dosaggio narrativo e la giusta alchimia di problemi sentimentali e occupazionali, Venier affronta un argomento d'attualità con un occhio alla Nouvelle Vague e uno al cinema italiano ...
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- Il Manifesto
Diffidare dei manager rampanti che si chiamano Angelica, sfoggiano una faccia di bronzo a la page, ma hanno una sola carta di credito (e anche dai vacillanti esiti). Non frequentarli ...
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- il Giornale
Piacevole commedia sentimentale sui precari dello spiritoso Massimo Venier. Niente a che vedere con Tutta la vita davanti: qui il dramma degli impiegatini a tempo determinato è vissuto con un ...
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- Il corriere della sera
Cosa credi che ci daranno di stipendio? Per me 35.000 lire andrebbero bene. Ermanno Olmi faceva dire ai suoi due cari impiegatini del Posto, addì 1961, questa battuta che, al ...
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«Mi chiamo Matteo e sono un luogo comune». Il protagonista della storia, un giovane sveglio e precario, chiarisce subito che gli stereotipi saranno molti. Il quadro di una generazione alla ...