Critica
A Roma, all’alba, quando tutti dormono, c’è un uomo che non dorme. Quell’uomo si chiama Giulio Andreotti. Non dorme perché deve lavorare, scrivere libri, fare vita mondana e, in ultima analisi, pregare. Pacato, sornione, imperscrutabile, Andreotti è il potere in Italia da quattro decenni.Agli inizi ...
Ultime recensioni
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di Roberto Nepoti - la Repubblica
Soddisfazione per il doppio riconoscimento al cinema italiano dal festival di Cannes. La fotografia che ritrae insieme Matteo Garrone e Paolo Sorrentino resterà nella memoria. Ognuno ha la sua spiccata ...
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di Alessio Guzzano - City
Arrivano i mostri. Quelli con cui si (e ci) delizia il cinema di Paolo Sorrentino. Corpi sgraziati che ospitano menti febbrili nel subire le conseguenze dell'amore per donne e/o troni. ...
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di Piera Detassis - Ciak
Decolla rapidissimo il film, adrenalinico come un'opera rock nerissima, apocalittica versione all'italiana di The Wall. La prima immagine è la testa di Andreotti trafitta dagli spilli dell'agopuntura all'alba, l'ora del ...
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- Emme - Modena Mondo
L’impresa a cui si è accinto Paolo Sorrentino dirigendo “Il Divo” – suo sesto lungometraggio dopo “L’amore non ha confini”, “L’uomo in più”, “La lunga notte”, “Le conseguenze dell’amore” e ...
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- Il corriere della sera
Nel lungo dibattere intorno a Il divo si è molto parlato del presunto abbraccio fra Giulio Andreotti e il mafioso Totò Riina, che nel film di Paolo Sorrentino è rappresentato ...
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- Film TV
Per mia colpa, per mia grandissima colpa confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato. Sguardo in macchina, Andreotti rivela nella scena chiave del film di ...
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- La Gazzetta del Mezzogiorno
Che pacchia avere per le mani un personaggio «spettacolare» come Giulio Andreotti. Il Divo. Ottantanove anni, senatore a vita (anzi a morte degli altri). Un campionario di soprannomi: la Sfinge, ...
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- Corriere della Sera Magazine
La macchina da presa avanza nell'oscurità. Poi nel buio compare una testa, trafitta di aghi per calmare il dolore. Sorrentino presenta l'"eroe", un fosco Andreotti fatto di sangue e ambiguità, ...
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di Valerio Sammarco - Cinematografo
28/05/2008 - Meno Caimano e tanto Amico di famiglia: Andreotti secondo l'estetica pop e surrealista di Sorrentino. Da oggi in sala
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di Natalia Aspesi - la Repubblica
In una delle scene potenti e crudeli di un film crudele e potente, un Andreotti surreale si confessa all´obbiettivo che corre incontro al suo viso immobile, mentre la sua voce ...
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di Mariuccia Ciotta - Il Manifesto
(...) Paolo Sorrentino è stato coraggioso a portare alla sbarra cinematografica il mito democristiano, ma ha eluso l'attualità del suo lascito e mancato lo «scandalo». Andreotti ha forgiato questa Italia, ...
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di Jay Weissberg - Variety
Un film politico, intenso, inventivo e arguto che diventerà una pietra miliare per gli anni a venire, Il Divo è un capolavoro del regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino (...)
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di Peter Brunette - Hollywood Reporter
Superlativo (...) È una vergogna che questa pellicola sfrenatamente esuberante e di brillante fattura probabilmente non avrà quella distribuzione mondiale che decisamente meriterebbe. Il Divo è schiettamente caricaturale sin dai ...
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di Lee Marshall - Screen Daily
(...) Alla fine, ciò che conquista è la fascinazione che il regista stesso subisce non riuscendo veramente ad odiare il proprio personaggio. Questo fa de Il divo un film migliore ...
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di Jean-Luc Douin - Le Monde
(...) Raramente si è visto un film così feroce contro un uomo politico. Il Caimano di Moretti, che era contro Silvio Berlusconi, non raggiungeva una simile violenza. Opera barocca, farsa ...
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di Tullio Kezich - Il corriere della sera
(...) Ho trovato il film di Paolo Sorrentino un buon esempio di «cinema cinematografico» (come si diceva ai nostri tempi), fatto a regola e ogni tanto contro la regola. Ambientazioni, ...
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di Gabriella Gallozzi - l'Unità
(...) Un cinema capace di descriversi nella migliore tradizione del nostro cinema di impegno civile ma con l’aggiunta di quel pizzico di follia visionaria che Paolo Sorrentino ci ha già ...
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di Lietta Tornabuoni - La Stampa
(...) anche chi dà un giudizio diverso da quello di Sorrentino (Andreotti ha detto che «è un film malvagio», che lui non è affatto cinico), non può fare a meno ...
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di Stenio Solinas - il Giornale
(...) qui c'è un Andreotti, come dire, dell'anima, una sorta di quintessenza, e non importa tanto, che sia quello vero, che corrisponda alla realtà, è sufficiente che esso sia tutt'uno ...
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di Paolo Mereghetti - Il corriere della sera
(...) la scommessa di Sorrentino era rischiosa e spiazzante e per questo la sua riuscita è ammirevole e preziosa. Perché insieme a Garrone e a Munzi certifica l'esistenza di un ...
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di Paolo D'Agostini - la Repubblica
Soddisfazione per il doppio riconoscimento al cinema italiano dal festival di Cannes. La fotografia che ritrae insieme Matteo Garrone e Paolo Sorrentino resterà nella memoria. Ognuno ha la sua spiccata ...
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di Giona A. Nazzaro - FilmTV
Più Oliver Stone che Francesco Rosi: quasi inevitabile che l’analisi ceda all’invettiva. e servillo vola alto
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di Maurizio G. De Bonis - CinemaIt
Primi anni Novanta. L’onorevole Giulio Andreotti sta per diventare per la settima volta Presidente del Consiglio dei Ministri. L’uomo politico si aggira per una Roma notturna, paurosa e inquietante. Sta ...
Deve essersi nutrito a lungo di presunzione e coraggio, Paolo Sorrentino, per poter pensare di mettree su schermo un affresco come quello del Divo . Del resto, niente di sbalorditivo: ...
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- Liberazione