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Critica

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Attraverso il Canada, gli Stati Uniti e la Spagna, attraverso la Francia e l'Algeria, l'incredibile ascesa di uno dei più grandi gangster della storia. Sempre in fuga, un'esistenza rinnegata, che solo un proiettile puo' fermare.

Ultime recensioni

  • Il suo nome era Jacques Mesrine e gli amici dicevano che era un mago: rapinava le banche in fretta e poteva evadere da qualsiasi carcere. Richet racconta a muso duro ...

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    di Claudio Carabba - Corriere della Sera Magazine
  • Il regista Jean-François Richet ha riservato un dittico (per ora esce la prima parte, "L' istinto di morte") a Jacques Mesrine, gangster sanguinario e spericolato. Senza celarne i lati oscuri, ...

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    - la Repubblica
  • Difficile giudicare questa parte prima, molto ben fatta ma drammaturgicamente forse non abbastanza incisiva. Meglio aspettare il seguito: anche se il regista, sfidando, la convenzioni, ci ha già fatto capire ...

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    - La Stampa
  • Il resto è un grande Cassel che mostra tutto il suo talento nel divertire e divertirsi in un ruolo tanto sopra le righe. Per gli amanti del genere una pacchia, ...

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    - Liberazione
  • Fin qui Richet mantiene le promesse, ma a forza di non scegliere rischia anche una paradossale "medietà". Come se frullasse insieme tutti i generi senza creare nulla di veramente nuovo.

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    - Il Messaggero
  • Un poliziesco di grande ambizione e buona caratura: «Nemico Pubblico n.1 - L'istinto di morte» non è, però, il capolavoro preannunciato dallo straordinario successo riscosso in patria. Si tratta del ...

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    - Il Mattino
  • Jacques Mesrine (pron.: Merìn) è ricordo da cinquantenni. Il cinema francese lo evoca dopo il successo di film biografici, come La vie en rose, sulla Piaf, e Sagan, che gli ...

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    - il Giornale
  • Ed è solo la prima parte d' un film di genere, meno di Melville più di Verneuil, tratto dall' autobiografia di Mesrine cui Vincent Cassel offre una adesione psicosomatica straordinaria.

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    - Il corriere della sera