Ce n'è per tutti
Critica
- Miglior voto 3/5
- Peggior voto 2/5
Un ragazzo, Gianluca, incapace di reggere le contraddizioni della vita e il dolore del mondo, sale sul Colosseo con la volontà di estraniarsi da tutto. Sotto, la realtà invadente, l'indifferenza e il cinismo dei mass-media lo assediano mentre gli amici confusi e superficiali si producono, involontariamente, in performance esilaranti nel tentativo di raggiungerlo. L'arrivo lassù della nonna di Gianluca che gli ricorda la giocosità dell'infanzia e che gli comunica la leggerezza di chi ha vissuto tanto e ha imparato ad accettare la vita per com'è, sembrerebbe la chiave risolutiva per salvarlo… Un mondo di sopravvissuti, smarrito. Ragazzi e ragazze che, grazie all'amico, rallentano per la prima volta la propria inutile corsa. Per guardarsi dentro. Forse.
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di Federico Boni - Cineblog
Ce n’è per tutti sale e scende di livello, tra momenti estremamente riusciti ed altri decisamente eccessivi, tra spicciole lezioni di vita e banali riflessioni socio/antropologiche.
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Ce n'è per tutti è un film spericolato, spietato e, purtroppo, eternamente sopra le righe