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Critica

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  • Miglior voto 4/5
  • Peggior voto 2/5

Marthe, Michel e i loro tre figli vivono isolati lungo un’autostrada costruita da anni e mai inaugurata. Quel tratto d’asfalto è dunque parte del prato davanti a casa, o meglio ancora, parte di un gioco. Quando però l’autostrada viene messa in funzione e migliaia di macchine iniziano a sfrecciare, la famiglia attraversa impensate difficoltà, ma alla fine scopre la solidarietà e l’amore al di sopra di tutto.

Ultime recensioni

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  • 3 stelle

    (...) La Huppert è come sempre unica nel gestire personaggi-limite, sull'orlo del disastro psichico. (...) E' grandissima in quest'incubo da apocalisse contemporanea che ha il solo difetto di infilarsi a ...

    di Massimo Lastrucci - Ciak
  • 4 stelle

    Non capita tanto spesso di poter salutare, in un primo film, una rivelazione; ma è il caso di Home della regista franco-svizzera Ursula Meier: strano, coinvolgente oggetto cinematografico che comincia ...

    - la Repubblica
  • 3 stelle

    La strana famiglia Winquieta mamma Huppert, l'allucinato papà Gourmet e i tre giovani figli) è felice nella linda casetta davanti a un'autostrada abbandonata. Ma quando il tratto sarà sbloccato e ...

    di Claudio Carabba - Corriere della Sera Magazine
  • 3 stelle

    Altro registro per Home, di Ursula Meier, - protagonista la grande Isabelle Huppert - dove troviamo Marthe, Michel e i loro tre figli che vivono isolati lungo un'autostrada costruita da ...

    di John Vignola - Il Mucchio
  • 3 stelle

    La casa e l'automobile: su questa duplice ossessione «arcaica» e ballardiana della modernità lavora Home, primo lungometraggio di Ursula Meier, regista con doppia cittadinanza svizzero/francese, assistente di Alain Tanner e ...

    - Il Manifesto

Recensioni del pubblico

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  • 3 stelle

    Mi ricordo di avere visto il trailer di questo film. Non so bene dove ma sembrava divertente. Ricordo la musica squillante, il ritmo serrato, le immagini grottesche. Ricordo di avere ...

    di Grumvalski
  • 2 stelle

    Il film parte bene, è divertente, ironico e quasi surreale, poi però si perde in noia, finta filosofia e depressione. E io mi addormento sulla poltroncina della sala 50.

    di chiarula

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