Logo Blogo

Critica

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Nella Francia occupata dai nazisti, Shosanna Dreyfus (Mélanie Laurent) assiste all’uccisione di tutta la sua famiglia per mano del colonnello nazista Hans Landa (Christoph Waltz). Shosanna risce a sfuggire miracolosamente alla morte e si rifugia a Parigi, dove assume una nuova identità e diviene proprietaria ...

Recensioni del pubblico

Aggiungi la tua recensione
  • Credo che Inglorious Bastards sia uno di quei film destinati a diventare un caposaldo fondamentale del percorso del cinema.
    C’è dentro, infatti, un discorso teorico sul cinema, sul senso del vedere, sul rapporto tra realtà e visione e infine sul senso del nostro essere dentro alla realtà che è profondissimo.

    Innanzitutto il film è: Tarantino che si scontra con la realtà. Tarantino, regista da sempre ha come priorità assoluta il cinema e solo il cinema, qui sceglie di scontrarsi con la realtà, perché decide di fare il remake di un film storico in cui si racconta di un fatto veramente avvenuto.
    E ovviamente se Tarantino si scontra con la realtà, a vincere non può che essere Tarantino.

    Il senso iniziale del film è il tripudio della visione, perché si racconta di come la visione perturba e domina la realtà. Ovvero è il principio, non troppo originale, che una nuova visione crea un nuovo fatto. Tarantino usa una nuova visione e quindi è costretto perfino a cambiare la Storia.

    La visione nuova attraverso cui Tarantino guarda la realtà è presente in modo potente fin dall’inizio, ovvero dalla scena nella campagna francese, in cui il nazista va dal contadino a indagare se sta nascondendo degli ebrei. Una scena che più classica non si può, una scena da John Ford. Assolutamente classica, e oltretutto Tarantino la fa con una pulizia di stile pressoché sublime. Uno stupendo omaggio al classico, è quella scena.

    Però, nonostante questa classicità esagerata, in realtà c’è anche la sensazione di un qualcosa di mai visto. Quella scena è una roba che te la mangi con gli occhi, una sensibilità profondamente moderna, e che assomiglia tantissimo alla scena in cui Uma Thurman comincia a muovere le dita dei piedi in macchina, in Kill Bill Vol. 1. Qualcosa di totalmente incontaminato e albeggiante e, appunto, assolutamente nuovo.
    Con queste premesse, dunque, il film di guerra non può che finire con la morte dei nazisti incendiati in un cinema.

    Ma da qui il discorso smette anche di essere autoreferenzialmente teorico, per diventare vita e assumere un valore anche rispetto al momento storico che stiamo vivendo. Il valore consiste nel fatto che il messaggio è fortemente positivo perché fondamentalmente quello che Tarantino dice è che cambiare la realtà è possibile, se cambiamo lo sguardo.

    Per me questo è supercinema.

    http://www.quinonsiparladicinema.splinder.com/

    • 1
    • 2
    • 3
    • 4
    • 5
    di quinonsiparladicinema
  • Capolavoro

    • 1
    • 2
    • 3
    • 4
    • 5
    di 689461864
  • Un film semplicemente meraviglioso

    • 1
    • 2
    • 3
    • 4
    • 5
    di Pinco

Aggiungi la tua recensione

Devi eseguire la login per fare questa operazione