Critica
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| Titolo (titolo originale) | |
| n/a | |
| Anno | Paese |
| 2009 | USA |
| Uscita al cinema | Genere |
| 2010-02-26 | Biografico, Drammatico |
| Regia | Sceneggiatura |
| Clint Eastwood | Anthony Peckham |
| Cast | Produzione |
| Matt Damon, Morgan Freeman, Robert Hobbs, Shakes Myeko, Tony Kgoroge, Bonnie Henna, Grant Roberts, Julian Lewis Jones, Langley Kirkwood, Leleti Khumalo, Marguerite Wheatley, Matt Stern, Patrick Lyster, Patrick Mofokeng, Penny Downie, Robin Smith, Scott Eastwood, Sibongile Nojila | CLINT EASTWOOD, LORI MCCREARY E MACE NEUFELD PER MALPASO PRODUCTIONS E REVELATIONS ENTERTAINMENT, Mace Neufeld Productions, Malpaso Productions, MORGAN FREEMAN, Revelations Entertainment, Spyglass Entertainment |
| Distribuzione | |
| Warner Bros. Italia | |
Sconfitto l'apartheid, Nelson Mandela, capo carismatico della lotta contro le leggi razziali, diventa presidente del Sudafrica grazie alle libere elezioni. Anche il mondo dello sport viene coinvolto dall'evento: il Sudafrica si vede assegnato il mondiale di Rugby del 1995 e sulla scena internazionale ritornano gli Springboks, la nazionale sudafricana dagli anni '80 bandita dai campi di tutto il mondo a causa dell'apartheid. Il rugby, infatti, è sempre stato lo sport più seguito dagli Afrikaner e ai cittadini sudafricani di colore veniva riservato negli stadi un misero settore, di solito occupato per tifare la squadra avversaria. In occasione della cerimonia di apertura del campionato mondiale, l'ingresso in campo del presidente Mandela che indossa la maglia di jersey degli Springboks segna un passo decisivo nel cammino verso la pace tra bianchi e neri. A collaborare con lui a questo progetto di integrazione e pacificazione attraverso lo sport, Francois Pienaar, il capitano della nazionale Sudafricana.
