Up!

Critica

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Carl Fredricksen è un anziano signore che per tutta la vita ha sognato di girare il mondo, ma ha dovuto scontrarsi coi problemi della realtà quotidiana come le bollette e gli acciacchi dell'età. Quando a 72 anni la vita sembra non offrirgli più tempo per ...

Recensioni del pubblico

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  • Ho visto Up,
    ed era la prima volta nella mia vita che vedevo un film in 3D. Quindi non voglio essere troppo assertiva e perentoria nel mio giudizio sul film.

    Il 3D è la cosa che mi è piaciuta di più di tutto il film che di per sé non mi è piaciuto tantissimissimo. Però il 3D mi ha fatto rotolare la mandibola per terra dallo stupore. Certamente la tecnica è ancora in suscettibile di grandi miglioramenti, ma gente… spettacolare.

    La cosa più bella è che i campi lunghi sembravano il pavimento di giocattoli su cui giocano i bambini.
    E non solo: sembrava perfino di guardare con gli occhi di un bambino il proprio pavimento di giochi.
    Lo schermo era insomma la proiezione della fantasia dei bambini quando giocano, quando nei loro occhi non esiste nient’altro che il mondo della loro immaginazione.
    E io ho pensato che deve essere terribilmente struggente per un bambino di oggi vedere la propria immaginazione fuori da sé e proiettata su uno schermo cinematografico: deve essere struggente perché nessuna realtà e nessun giocattolo sarà più vivo di quello che si è visto sullo schermo.

    Cmq, tornando a noi, bisogna dire che la Pixar ha fatto un utilizzo abbastanza maturo del 3D. Invece di scegliere la spettacolarità e far volare oggetti virtuali tra le poltrone degli spettatori, la casa di animazione statunitense ha preferito utilizzare il campo tridimensionale in modo più mirato.
    In quanto mondo dell’immaginazione, per esempio, Up raramente usciva dallo schermo; chiamava piuttosto noi ad entrarci: lavorando più sulla profondità di campo che sull’abbattimento della quarta parete, ci invitava ad abbandonare il nostro essere concretamente seduti in poltrona per entrare nel mondo fantastico, dove possono succedere cose assurde come volare via con i palloncini, incontrare uno struzzo in technicolor e così via.

    C’è infatti una certa coerenza tra il pavimento di giocattoli messo in scena e la follia galoppante e quasi onirica della storia raccontata.
    E in questa coerenza devo dire che ravviso un lieve asservimento dell’oggetto al mezzo (il 3D, appunto). Ed è per questo che alla fine Up non mi è piaciuto tantissimissimo.

    Va beh.
    Comunque ho anche avuto l’impressione che qui ormai non si torna più indietro.
    Il 3D mi ha dato la sensazione di essere una di quelle innovazioni che ti entrano sottopelle e di cui non puoi più fare a meno.
    E quindi ho idea che il 3D sarà un’altra grande cesura nella storia del cinema, come è stato l’audio, il colore, il cinemascope etc.

    Chiaramente bisognerà aspettare Avatar per fare delle previsioni serie, ma secondo me il fatto che James Cameron ci si è buttato vuol dire che il risultato è garantito.

    http://www.quinonsiparladicinema.splinder.com/

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    di quinonsiparladicinema
  • bello bello bello

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    di Cla82
  • Altro capolavoro Pixar! :) Ultimamente i cartoni sono sempre più per adulti, sempre più realistici (e lontani dalle fiabe dei classici) nonché sempre più visivamente accattivanti. Questo comporta che anche la nostalgia e la tenerezza, sentimenti complessi, facciano il loro ingresso trionfale. UP ne è l'esempio.

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    di AuloedusSoleatus
  • emozionante, dentro c'è tutta la gamma degli umani sentimenti.
    non lo so se è l'amore la forza che ci dovrà veramente salvare ma questo film ti aiuta a crederlo

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    di chiarula

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