Robin Hood racconterà la storia del celebre personaggio, le sue origini e la sua storia d’amore con Marian, donna forte e indipendente in grado di far superare a Robin durezze e diffidenze figlie del suo travagliato passato.
a cura di www.fourzine.it
http://www.fourzine.it/Public/Contents.aspx?ContId=987&Theme=ThemeCinema
Inghilterra XIII secolo, re Riccardo (Danny Huston) con la sua armata sta tornando in patria dopo dieci anni in Terrasanta impegnato nella Terza crociata, missione organizzata dai regnanti europei per conquistare Gerusalemme strappandola al feroce Saladino. Tra le fila dei soldati di Riccardo Cuor di Leone Robin Longstride (Russell Crowe), abile arciere che ha lasciato l’Inghilterra ancora bambino.
Finalmente ritorna il colossal targato Scott, fortemente voluto dall’attore protagonista, l’australiano premio Oscar Russell Crowe, il regista si cimenta con la rilettura di Robin Hood.
Il film , che aprirà il prestigioso 63° Festival di Cannes, non è il blockbuster commerciale che tutti si aspettano.
Siamo di fronte ad una rilettura in chiave storico-avventurosa del celebre personaggio , che poggia su una ricostruzione storiografica e scenografica a dir poco eccellenti e disegna personaggi amabili, potenti e di grande spessore umano e narrativo a partire da lui, Russell Crowe, senz'altro il Robin Hood più irresistibile e affascinante di tutti i tempi.
Robin Longstride e’ un semplice arciere dell’esercito, poco simpatico ai superiori e non particolarmente carismatico; è lui il protagonista del film di Scott, non più Robin di Loxley, ma un comprimario che ritorna a Nottingham come ambasciatore di morte. Longstride è un proletario/filosofo, che si imbatte nel suo destino durante le numerose guerre combattute per Riccardo Lion’s Heart.
Durante l’assedio ad uno dei tanti castelli incontrati lungo la via del ritorno re Riccardo verrà mortalmente ferito e spirerà sul campo di battaglIa, questo porterà Robin, che nel frattempo è stato imprigionato per aver ricordato al Re una carneficina perpetrata in Terrasanta, ad abbandonare le fila dell’esercito insieme a due compagni d’armi.
Destino vorrà che i tre incrocino la scorta che sta riportando in Inghilterra la corona del defunto re Riccardo per il passaggio di consegne al principe Giovanni (Oscar Isaacs), finita in un’imboscata ordita dai francesi, Robin metterà in fuga gli assalitori, e vista la dipartita dell’intera scorta si sostituirà, insieme ai compagni ai cavalieri riconsegnando la corona al legittimo successore.
Come da qualche anno accade ormai con una certa continuità, le fiabe, i romanzi e i comics vengono riletti e riadattati creando un opera audiovisiva di spessore contenutistico rilevante e di capacità di realismo sopra le righe.
Le scene desaturate, la sottotrama storica, il realismo dei protagonisti, conferiscono al romanzo di Robin Hood una dimensione storico-reale mai vista al cinema.
Abbandonate le battaglie sui tronchi di legno, le frecce scoccate da supereroi alla DareDevil, i villaggi sontuosi di Sherwood, le caratterizzazioni grottesche di sceriffi e frati, Ridley Scott riesce nel suo Robin Hood Begins, così come Nolan riusci nel suo Batman.
In una società dove le favole non trovano più riscontro nella realtà, doniamo opere verosimili e giustificate storicamente, con la speranza di inebriare gli animi degli spettatori di una forza d’animo tale da “ribellarsi, e ribellarsi ancora, affinchè gli agnelli diventino leoni”.
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Inghilterra XIII secolo, re Riccardo (Danny Huston) con la sua armata sta tornando in patria dopo dieci anni in Terrasanta impegnato nella Terza crociata, missione organizzata dai regnanti europei per conquistare Gerusalemme strappandola al feroce Saladino. Tra le fila dei soldati di Riccardo Cuor di Leone Robin Longstride (Russell Crowe), abile arciere che ha lasciato l’Inghilterra ancora bambino.
Finalmente ritorna il colossal targato Scott, fortemente voluto dall’attore protagonista, l’australiano premio Oscar Russell Crowe, il regista si cimenta con la rilettura di Robin Hood.
Il film , che aprirà il prestigioso 63° Festival di Cannes, non è il blockbuster commerciale che tutti si aspettano.
Siamo di fronte ad una rilettura in chiave storico-avventurosa del celebre personaggio , che poggia su una ricostruzione storiografica e scenografica a dir poco eccellenti e disegna personaggi amabili, potenti e di grande spessore umano e narrativo a partire da lui, Russell Crowe, senz'altro il Robin Hood più irresistibile e affascinante di tutti i tempi.
Robin Longstride e’ un semplice arciere dell’esercito, poco simpatico ai superiori e non particolarmente carismatico; è lui il protagonista del film di Scott, non più Robin di Loxley, ma un comprimario che ritorna a Nottingham come ambasciatore di morte. Longstride è un proletario/filosofo, che si imbatte nel suo destino durante le numerose guerre combattute per Riccardo Lion’s Heart.
Durante l’assedio ad uno dei tanti castelli incontrati lungo la via del ritorno re Riccardo verrà mortalmente ferito e spirerà sul campo di battaglIa, questo porterà Robin, che nel frattempo è stato imprigionato per aver ricordato al Re una carneficina perpetrata in Terrasanta, ad abbandonare le fila dell’esercito insieme a due compagni d’armi.
Destino vorrà che i tre incrocino la scorta che sta riportando in Inghilterra la corona del defunto re Riccardo per il passaggio di consegne al principe Giovanni (Oscar Isaacs), finita in un’imboscata ordita dai francesi, Robin metterà in fuga gli assalitori, e vista la dipartita dell’intera scorta si sostituirà, insieme ai compagni ai cavalieri riconsegnando la corona al legittimo successore.
Come da qualche anno accade ormai con una certa continuità, le fiabe, i romanzi e i comics vengono riletti e riadattati creando un opera audiovisiva di spessore contenutistico rilevante e di capacità di realismo sopra le righe.
Le scene desaturate, la sottotrama storica, il realismo dei protagonisti, conferiscono al romanzo di Robin Hood una dimensione storico-reale mai vista al cinema.
Abbandonate le battaglie sui tronchi di legno, le frecce scoccate da supereroi alla DareDevil, i villaggi sontuosi di Sherwood, le caratterizzazioni grottesche di sceriffi e frati, Ridley Scott riesce nel suo Robin Hood Begins, così come Nolan riusci nel suo Batman.
In una società dove le favole non trovano più riscontro nella realtà, doniamo opere verosimili e giustificate storicamente, con la speranza di inebriare gli animi degli spettatori di una forza d’animo tale da “ribellarsi, e ribellarsi ancora, affinchè gli agnelli diventino leoni”.
http://www.robinhoodthemovie.com
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