Regia: Mike Mitchell.
Con Ian McShane, Antonio Banderas, Justin Timberlake, Eddie Murphy, Amy Poehler
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Recensione Shrek 4…e vissero felici e contenti
Titolo originale: Shrek Forever After
Produzione: DreamWorks Animation
USA: 2010. Regia di: Mike Mitchell Genere: Animazione Durata: 93'
Interpreti: (Voci) Mike Myers, Eddie Murphy, Cameron Diaz, Antonio Banderas, Walt Dohrn, John Cleese, Julie Andrews, Jon Hamm, Renato Cecchetto, Giovanni Baldini, Selvaggia Quattrini, Francesco Vairano, Giorgio Lopez, Maria Pia di Meo, Alessandro Rossi, Craig Robinson, Jane Lynch
Sito web ufficiale: www.shrek.com
Sito web italiano: www.shrekinternational.com/intl/it
Nelle sale dal: 25/08/2010
Recensione di: Claudia Rosa Maria Scoto
Il film inizia col flashback di una scena che non abbiamo visto nel primo episodio: Re Harold (John Cleese) e la regina Lillian (Julie Andrews) pur di salvare la propria figlia dalla fortezza del drago stanno quasi per firmare un contratto con il cattivo di turno che altri non è che Tremotino, (Walt Dohrn) Rumplestiltskin in lingua originale, un nano dalle manie di grandezza, protagonista di una favola del 1812 dei fratelli Grimm: Egli, famoso per i suoi loschi patti, in cambio vorrebbe tutto il regno di Molto molto lontano. Fortunatamente ad un certo punto arriva un soldato che comunica che la principessa Fiona (Cameron Diaz) è stata salvata da Shrek (Mike Myers), Tremotino così finisce in miseria e desidera che Shrek non fosse mai esistito.
Ad un anno di distanza dalla nascita dei tre orchetti, Shrek sembra essere diventato un orco addomesticato, un perfetto padre di famiglia e un marito modello, amato da tutti i cittadini di Molto molto lontano. Le sue giornate sembrano susseguirsi tutte uguali, impegnato sempre a cambiare pannolini ecc. non ha più nemmeno il tempo di fare uno dei suoi adorati bagni nel fango, la sua palude è continuamente inondata da visitatori sempre più invadenti e lui si sente stufo di tutto ciò. Shrek rimpiange la sua vecchia vita che un tempo disprezzava in cui solo per la sua diversità, ovvero le sue sembianze da orco, veniva considerato un mostro e la gente fuggiva al suono del suo ruggito. Appunto per questo motivo finisce per fare con Tremotino il patto “Orco per un giorno”: Il nostro eroe così potrà rivivere un giorno da vero orco come ai vecchi tempi in cambio di un giorno della sua infanzia che nemmeno riesce a ricordare e il perfido gnomo scaltramente si prende proprio il giorno della sua nascita.
La realtà si ribalta di colpo e Shrek si trova catapultato in un presente alternativo in cui gli umani hanno ancora paura di lui però non esiste la sua casa, nessuno dei suoi amici lo ha mai conosciuto, lui e Fiona non si sono mai incontrati e Tremotino è riuscito a prendere il potere e dà la caccia agli orchi. Shrek capisce subito di essere stato ingannato e grazie ad una piccola clausola nascosta nel contratto tenterà di rimettere tutte le cose al loro posto.
Avviene un curioso rovesciamento della logica del "bacio del vero amore" che scioglie un incantesimo di cui, stavolta, è il protagonista ad esserne vittima, quindi Shrek ha solo 24 ore per trovare Fiona e farsi baciare da lei, se non ci riuscirà scomparirà per sempre.
Questa realtà parallela ci offre una rivisitazione dei personaggi principali: Fiona è una principessa guerriera stile “Braveheart”, disillusa e che non crede più nel vero amore, a capo della “Resistenza” costituita da enormi orchi sbucati dal nulla che si battono per “la causa“, ovvero sconfiggere Tremotino per tornare nuovamente liberi. Il gatto con gli stivali (Antonio Banderas) è diventato un inoffensivo micetto obeso senza stivali a cui piace essere spazzolato e coccolato e Zenzin (Conrad Vernon) è una specie di gladiatore che impugna un lecca lecca come lancia, solo Ciuchino (Eddy Murphy) sembra essere rimasto lo stesso anche se è diventato un servo di Tremotino. Pure il regno di Molto molto lontano ha subito dei cambiamenti: La scritta Hollywoodiana Far far way (Molto molto lontano) è completamente distrutta, il paesaggio inizialmente riprendeva i colori dei capitoli precedenti, ma adesso tutto ciò che era rigoglioso e verdeggiante diventa desolato, arido e buio. La città è in rovina tanto da somigliare al regno del cartone animato “Il re leone” quando Scar dopo la morte del fratello Mufasa ne diviene il re, solo che al posto delle iene troviamo delle orrende streghe che si sciolgono con l’acqua come nel Mago di Oz. Sebbene non esista più quel citazionismo esplicito che aveva fatto la fortuna dei primi capitoli, resta qualche riferimento alla saga di “Harry Potter”, evidente nella scena in cui Shrek vola a cavallo di una scopa e di certo non può mancare la comicità dettata dalle gags di Ciuchino e il gatto con gli stivali versione oversize ancora più esilarante. Da non tralasciare il nuovo personaggio, il pifferaio magico di Hamelin, cacciatore di taglie che col suo geniale flauto incanta gli orchi e li fa ballare regalandoci una delle scene più divertenti del film ed infine Tremotino che non rispecchia il classico cattivo dalle sembianze spigolose, dalle forme dure e taglienti, ma possiede la forma ovale, sinuosa e morbida, proprio per conferirgli un’aria innocente di una persona di cui ci si può fidare. Lui è losco e viscido, ma possiede una goffaggine che esce fuori in alcune azioni che non gli riescono, che lo fanno apparire buffo, soprattutto con la sua parrucca rabbia che lo fa somigliare ad un Mini troll.
Da notare è come ad ogni viaggio, ad ogni nuovo capitolo, il nostro eroe si evolve, mostrando una crescita emotiva e interiore. Qui sembra essere in una sorta di crisi di mezza età, ma ciò che impara in questa nuova avventura è apprezzare la sua nuova vita, avere una famiglia che lo ama e degli amici che lo rispettano e farebbero di tutto per aiutarlo. Naturalmente non sarà una passeggiata arrivare a comprendere questa lezione di vita, dovrà perdere tutto e ricominciare, un passo alla volta, a riavere la fiducia di coloro che ama. Per questo Shrek somiglia molto ai protagonisti dei film “L’avvocato del diavolo” e “The family man”: Entrambi i personaggi infatti preferiscono la carriera all’amore e alla famiglia però ad un certo punto si rendono conto di ciò che conta davvero e hanno una seconda possibilità per rimediare al loro errore. La morale di questo lungometraggio benché consueta è quindi quella di non dimenticare mai quali sono i valori reali della vita.
In conclusione, un altro aspetto particolare del film è lo sfruttamento della logica del paradosso temporale già fatta propria da tanto dal cinema americano in proiezioni cinematografiche come “Donnie Darko” e la trilogia di “Ritorno al futuro”. Essa è una tematica interessante che coinvolge chiunque: Chi non ha mai avuto il desiderio di tornare indietro nel tempo per cambiare o semplicemente rivivere un evento del nostro passato?.
È stato Mike Mitchell, già illustratore proprio della Dreamworks e regista pure di "Gigolò per sbaglio" (1999), "Natale in affitto" (2004), "Sky High - Scuola di superpoteri" (2005) a dirigere il quarto capitolo della serie del simpatico orco verde che piace ad adulti e bambini e nonostante questo ultimo episodio della saga rispetto ai precedenti si sia adattato ai canoni delle fiabe tradizionali con una trama abbastanza convenzionale, esso è comunque intricato e avvincente con più azione del solito, l’animazione è sempre notevole e certamente non deluderà i fans dell’orco più famoso di tutti i tempi.
Arrivata al quarto episodio anche in versione 3D, oramai la saga dedicata all’orco Shrek è giunta al termine ed è il titolo stesso a rendere chiaro il concetto, citando il classico happy ending delle fiabe.
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di CledScott