Non chiamatelo solo idolo: Jacob Elordi e l’eredità dei grandi ribelli del cinema

Ogni decennio ha il suo mito, Jacob Elordi sembra essere sul podio per essere eletto Re per questa nuova generazione di attori

La situazione sta già sfuggendo di mano, con l’uscita di ‘Cime Tempestose’ si è scatenato il caos in modo definitivo. Jacob Elordi che già era molto amato per la serie ‘Euphoria’ per ‘The Kissing Booth’ la trilogia di film su Netflix, e poi per il suo ruolo in ‘Frankenstein’ di Guillermo del Toro, ora ha raggiunto l’apoteosi con ‘Cime Tempestose’.

Jacob Elord primo piano
Non chiamatelo solo idolo: Jacob Elordi e l’eredità dei grandi ribelli del cinema (foto Ansa) – Cinema.it

Partiamo col dire che andare al cinema a vedere questa pellicola si presente come un’impresa complessa. Se lo vuoi seguire con la dignità che dovrebbe essere riservata a qualunque film, è bene forse attendere qualche giorno, oppure trovare un orario adeguato (se esiste) per evitare di trovare la folla di fanciulle in preda alla crisi da Jacob Elordi, agli urletti e agli schiamazzi che ogni apparizione dell’attore provoca nelle ragazze.

Siamo in piena Elordi mania, ovviamente non è la prima volta che accade, la storia del cinema da questo punto di vista presenta diversi esempi, anche più allarmanti di questo, per quanto, con Jacob siamo solo all’inizio: il peggio probabilmente deve ancora arrivare.

Dallo sguardo di James Dean all’altezza del mito: l’ascesa di Jacob Elordi

La Jacob Elordi mania non è nulla in confronto a quello che accade ad esempio per Rodolfo Valentino. Il fenomeno scatenato da lui (il “Grande Amante”) negli anni ’20 fu qualcosa di mai visto prima nella storia dell’umanità. Fu il primo vero caso di isteria collettiva transnazionale legata a un sex symbol cinematografico.

L’episodio più eclatante avvenne alla sua morte, a soli 31 anni. Fu un evento che oggi definiremmo “apocalittico” per l’ordine pubblico: A New York, oltre 100.000 persone (per la stragrande maggioranza donne) si accalcarono fuori dalla camera ardente. Ci furono scontri con la polizia, vetrine infrante e donne che si graffiavano il viso per la disperazione. Si registrarono diversi casi di donne che si tolsero la vita lasciando biglietti in cui dichiaravano di non poter vivere in un mondo senza di lui.

Jacob Elordi di profilo
Jacob Elordi è l’ultimo tra tanti giovani attori diventati dei miti (foto Ansa) – Cinema.it

Il caso più noto e storicamente accertato riguarda una giovane donna di New York, Peggy Scott, che si tolse la vita in una stanza d’albergo lasciando una lettera d’addio in cui dichiarava di non poter sopportare un mondo senza Valentino. Accanto al suo corpo furono trovate foto dell’attore e ritagli di giornale.

Un’altra situazione analoga fu quello che avvenne per Elvis Presley. Negli archivi medici degli anni ’50 esistono addirittura casi documentati di adolescenti portate in ospedale per quella che i genitori chiamavano “malattia di Elvis”. Inappetenza, pianto ininterrotto e rifiuto di uscire di casa se non per ascoltare i suoi dischi. Per le donne dell’epoca, amare Elvis era un atto di ribellione contro la famiglia patriarcale. Elvis era il “cattivo ragazzo” che le madri proibivano, il che lo rendeva irresistibile.

Se Rodolfo Valentino era il “sogno” ed Elvis il “terremoto”, James Dean è stato il primo attore a scatenare nelle donne un sentimento del tutto nuovo: il desiderio di “proteggere” il ribelle. Con James Dean, negli anni ’50, non nacque solo l’isteria, ma un’identificazione emotiva profondissima. Le donne non volevano solo urlare per lui; volevano salvarlo dalla sua stessa malinconia.

James Dean morì a soli 24 anni, dopo aver girato solo tre film, proprio mentre la sua fama stava esplodendo. Questo trasformò l’ammirazione in una forma di religione funebre. Migliaia di fan si rifiutarono di credere che fosse morto. Circolarono leggende secondo cui fosse rimasto sfigurato e vivesse nascosto, o che l’incidente fosse stato una messa in scena.

La sua lapide a Fairmount, nell’Indiana, è stata rubata o scheggiata decine di volte. Le fan andavano al cimitero e, non potendo avere lui, portavano via pezzi di marmo della sua tomba come reliquie sacre. Ancora oggi, la lapide deve essere sorvegliata.

Miti dei giorni nostri, quando il volto di un attore fa impazzire i fan

La “Leomania” tra il 1997 e il 1998 è stata probabilmente l’ultima grande ondata di isteria collettiva pre-social media. Se oggi per Jacob Elordi abbiamo i TikTok e le fan-edit, per Leo c’erano le code chilometriche alle cabine telefoniche e le riviste cartacee saccheggiate nelle edicole. Dopo l’uscita di Titanic, accadde qualcosa di mai visto nelle statistiche cinematografiche.

Migliaia di adolescenti andavano al cinema a vedere il film 10, 20, anche 50 volte. Non lo facevano per la storia del transatlantico, ma per vedere Jack Dawson morire ancora e ancora. I cinema notarono che il pubblico del weekend era composto per il 60% da ragazze sotto i 25 anni. Molte entravano in sala solo per l’ultima ora di film, per piangere collettivamente durante la scena del naufragio.

Primo piano di Leonardo DiCaprio
Miti dei giorni nostri, quando il volto di un attore fa impazzire i fan (foto Ansa) – CInema.it

Addirittura ai tempi della premiere di ‘Titanic’ o di ‘L’uomo dalla maschera di ferro’, la sicurezza doveva gestire situazioni da stadio. Le urla delle fan erano così acute e costanti da superare i decibel di un aereo al decollo. In diverse occasioni, a Londra e Tokyo, le transenne di metallo furono piegate dalla pressione della folla di ragazze che cercavano di toccargli anche solo una manica della giacca.

Robert Pattinson invece ha coperto il periodo tra il 2008 e il 2012 con la “Rob-mania”, è stata il primo esperimento di ossessione globale nell’era di internet e dei blog, segnando un passaggio cruciale: il desiderio non era più solo “romantico”, ma diventava “predatorio” e quasi soprannaturale. Robert Pattinson, con il suo Edward Cullen in ‘Twilight’, scatenò reazioni che lo portarono quasi all’esaurimento nervoso.

A differenza di DiCaprio, che attirava soprattutto adolescenti, Pattinson scatenò un’isteria trasversale. Nacque il fenomeno delle “Twilight Moms”, donne adulte e madri di famiglia che perdevano letteralmente la testa per lui. Queste fan erano spesso più aggressive delle adolescenti: lo inseguivano ovunque, prenotavano intere ali di hotel dove lui alloggiava e spendevano fortune in viaggi per vederlo ai vari Comic-Con. Robert dichiarò in seguito di aver trovato la cosa “molto disturbante”, poiché si trovava davanti a donne della stessa età di sua madre che gli chiedevano di “morderle sul collo”.

Jacob Elordi in posa davanti alla locandina del film Frankenstein
Jacob Elordi è mania per l’attore di ‘Cime Tempestose’ (foto Ansa) – Cinema.it

Jacob Elordi è dunque solo l’ultimo capitolo di un enciclopedia di attori vissuti come divinità, il pubblico sembra non imparare mai, anzi, non rendersi proprio conto. Elordi dal canto suo è un giovane attore discreto che punta al non essere solo una meteora ma vuole andare ben oltre. Non è stato tutto semplice per lui, i primi tempi della sua carriera li ha iniziati dormendo in auto, con pochissimi soldi sul conto e il timore di dover rientrare in Australia perché senza prospettive.

In un’epoca in cui tutti gli attori sono iper-esposti sui social, Elordi mantiene un distacco quasi aristocratico. Non cerca di essere il “tuo migliore amico” come facevano i divi degli anni 2000; lui preferisce restare nell’ombra. In tutto questo da poche ore è esploso un nuovo fenomeno: su TikTok sono comparsi diversi video di ragazze che cercano di collocarsi davanti alla locandina del film ‘Cime Tempestose’ al posto di Margot Robbie, per simulare un bacio a Jacob Elordi.

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