Quando si parla di drammi storici, spesso i nomi e gli eventi più celebri — Lincoln, Kennedy, Watergate — rubano la scena. Ma Death by Lightning, la miniserie originale Netflix, mette sotto i riflettori un capitolo poco noto ma profondamente significativo della storia degli Stati Uniti: la tragica presidenza e l’assassinio del 20° presidente americano, James A. Garfield.

Tratta dal libro di saggistica Destiny of the Republic: A Tale of Madness, Medicine and the Murder of a President (2011) della giornalista americana Candice Millard, la serie — ideata da Mike Makowsky e diretta da Matt Ross — non è solo un resoconto storico, ma una drammatizzazione umana e politica che unisce intreccio biografico, intrigo e riflessioni sull’America del passato e del presente.
La trama si concentra sui pochi mesi che vanno dall’inaspettata ascesa di Garfield alla nomination repubblicana, fino al suo assassinio per mano di Charles J. Guiteau, un uomo psicologicamente instabile che credeva di meritare una ricompensa politica per il suo sostegno. La scelta del titolo, Death by Lightning, è suggestiva e memorabile — una metafora della tragedia improvvisa e imprevedibile, che colpisce con la stessa forza di un fulmine.
La miniserie è composta da quattro episodi che scorrono in poco più di tre ore di visione e si distingue per un ritmo narrativo incisivo, capace di mantenere alta la tensione pur trattando tematiche complesse come la corruzione politica, la divisione sociale e il peso dei principi morali in una società in trasformazione.
Al centro della narrazione c’è Michael Shannon, che interpreta James A. Garfield con una performance intensa e composta. Garfield, presentato come un uomo umile, riflessivo e profondamente convinto dei propri ideali di servizio pubblico, emerge come figura tragica: un leader dotato di grande integrità, che tenta di combattere corruzione e faziosità in un’America ancora segnata dalle ferite della Guerra Civile.
Accanto a lui c’è Matthew Macfadyen nei panni di Charles Guiteau, una delle interpretazioni più disturbanti e magnetiche della serie. Guiteau è dipinto non solo come assassino, ma come un uomo ossessionato dall’idea di essere riconosciuto e gratificato — un personaggio la cui psicologia fa riflettere su come fanatismo, risentimento e desiderio di identità possano degenerare in violenza.
Il cast è completato da Nick Offerman nel ruolo di Chester A. Arthur, il vice che, dopo l’assassinio di Garfield, si trova catapultato alla presidenza e affronta scelte difficili tra desiderio di riforma e realtà politica. Anche Betty Gilpin, Shea Whigham e Bradley Whitford offrono interpretazioni che aggiungono profondità al racconto.
Death by lightning, un capolavoro sottovalutato
Dal punto di vista critico, Death by Lightning ha raccolto un consenso molto positivo, con oltre il 90% di recensioni favorevoli su Rotten Tomatoes e riconoscimenti da parte di istituzioni come l’American Film Institute. La narrazione riesce a bilanciare contesto storico accurato e dramma personale, offrendo non solo un ritratto di epoca, ma anche una riflessione universale su potere, idealismo e fragilità umana.
Un elemento che emerge con forza è la risonanza contemporanea delle tematiche affrontate. Nonostante sia ambientata nel 1881, la serie solleva questioni che appaiono inquietantemente attuali: la polarizzazione politica, la corruzione delle istituzioni, il ruolo dei media nella formazione dell’opinione pubblica e l’effetto di personalismi estremi. Questo fa sì che Death by Lightning sia percepita non solo come un pezzo di storia ben raccontato, ma come una narrazione che parla anche al nostro presente.
In conclusione, Death by Lightning è più di una miniserie storica: è una rivisitazione intensa e toccante di una vicenda dimenticata, che restituisce dignità a una figura politica spesso trascurata dai libri di storia e che invita lo spettatore a riflettere sul significato più profondo della leadership, del sacrificio e del destino di una nazione.





