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Attualità

Sirens, la miniserie Netflix dissacrante, magnetica e folle con Julianne Moore

Published by
Marta Zelioli

Siamo su un’isola di intrighi, con momenti borderline e segreti. Sembra “Squid Games” detto così ma è “Sirens”, la nuova serie Netflix che sconvolge, stordisce e affascina con il suo canto ipnotico.

Il canto delle sirene, quello che ti attrae e da cui non hai scampo. La voce più imponente e prepotente in questa miniserie dark comedy è indubbiamente quella di Julianne Moore. Oltre a lei il cast comprende: Kevin Bacon, Meghann Fahy e Milly Alcock.

Sirens, la miniserie Netflix dissacrante, magnetica e folle con Julianne Moore (foto screen YouTube Netflix) – Cinema.it

Sirens è stata paragonata ad altre due serie dal fascino magnetico e dalla tematica conturbante e coinvolgente: The White Lotus e The Perfect Couple e sicuramente il suo crescendo, di puntata in puntata, le ricorda molto. Proprio come le creature mitologiche da cui prende il nome, è una serie attraente e accattivante che ti cattura in tutti i suoi cinque episodi.

Sirens, la nuova serie Netflix dark e ipnotica con una Julienne Moore che non lascia scampo

Sirens, non solo il canto magnetico di Julianne Moore ma anche la parola d’ordine di due sorelle, un codice di emergenza con cui parte la prima puntata della miniserie. Due sorelle che vivono separate dopo aver subito un trauma inimmaginabile in gioventù.

Quando i segnali di soccorso di Devon non ricevono risposta la ragazza impazzisce e rintraccia la sorella minore nella sontuosa tenuta conosciuta come Cliff House. È lì che Simone vive e lavora come devota assistente personale di Michaela Kell (Julianne Moore), un’avvocatessa aziendale diventata mondana e ambientalista, i cui amici più intimi chiamano “Kiki”.

Sirens, la miniserie Netflix dissacrante, magnetica e folle con Julianne Moore (foto screen YouTube Netflix) – Cinema.it

Con l’arrivo di Devon, la vita di Simone e Michaela (e di tutta la sua corte dei miracoli) viene scombussolata completamente. È come se Devon soffiasse sull’equilibrio precario di tutta quella strana situazione e facesse volare ogni cosa gambe all’aria mostrando quanto in realtà si tratti solo di un’insulsa superficie, tutto quel fascino e quella bellezza, in realtà nascondono dei mostri e dei baratri senza fine.

Sirens è una miniserie creata da Molly Smith Metzler, basata sulla sua opera teatrale del 2011 Elemeno Pea. Tutta la vicenda si svolge durante un weekend esplosivo in una lussuosa tenuta sulla spiaggia. La serie è stata descritta come “un’esplorazione incisiva, sexy e oscuramente divertente di donne, potere e classe” e ha debuttato su Netflix il 22 maggio 2025.

L’inizio della miniserie sembra voler mostrare un mondo grottesco di ricchi storditi dai loro eventi, che praticano volontariato ma lo esasperano fino a mostrare il funerale di un povero falco pellegrino disorientato e piombato contro una vetrata.

Sirens, la nuova serie Netflix dark e ipnotica (foto screen YouTube Netflix) – Cinema.it

Di party importanti, di rituali futili, di abiti osceni, carichi di fiori e balze, come se l’unica meritevole di un guardaroba elegante, sobrio e sofisticato, debba essere Julianne Moore che in effetti sembra una dea più che una sirena tanto è di classe rispetto agli altri.

Mentre la trama prosegue, si va più in profondità nel rapporto tra le due sorelle, con i loro traumi, le fughe e le mancate responsabilità di una famiglia disfunzionale che le ha rovinate e separate. Si vede più da vicino il rapporto tra Michaela e il marito, e vengono mostrate tutte le fragilità dei protagonisti, che in qualche modo incarnano l’animo umano con tutte le sue sfaccettature.

In superficie hanno tutti una scorza dura e impenetrabile, andando più a fondo sono pieni di ferite, di insicurezza di sofferenza e di debolezze di ogni tipo. La serie si apprezza sicuramente per l’atmosfera che ti lascia ad intender tutto e niente di quello che sta per accadere. Si comprende da subito che è nella sua evoluzione il segreto della storia e che senza vedere tutte e cinque le puntate non potrai avere effettivamente soddisfazione dalla sua visione.

Indubbiamente la fotografia ha il suo fascino, anche se la splendida casa di Michaela e Peter Kell, interpretati da Moore e Bacon, non è in realtà una villa. La serie ha utilizzato la CGI per trasformare la Caumsett State Historic Park Preserve, un country club centenario, nella sontuosa tenuta vista nella serie.

A troneggiare sopra tutto e tutti è l’eccezionale interpretazione di Julianne Moore che rende viva, pulsante e inquietante la miniserie e degna di essere vista in un fine settimana, come la durata della sua ambientazione.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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