Quando si parla di Forrest Gump l’immagine che viene subito in mente è quella di Tom Hanks seduto su una panchina, pronto a raccontare la sua straordinaria vita a chiunque si sieda accanto a lui. Il film del 1994, diretto da Robert Zemeckis, in onda questa sera su Italia 1 in prima serata, è diventato un cult, ha vinto sei premi Oscar e ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo.

Quello che molti non sanno, però, è che il personaggio di Forrest nasce in un romanzo pubblicato nel 1986 e scritto da Winston Groom, molto diverso per tono, atmosfera e caratterizzazione rispetto alla versione cinematografica.
Forrest Gump nel libro era un’altra persona: ecco la verità
Nel libro, Forrest Gump è un personaggio decisamente più ruvido. Se nel film appare ingenuo, gentile e quasi poetico nella sua semplicità, nel romanzo è spesso sboccato, sarcastico e meno empatico. Groom lo descrive come un uomo con un’intelligenza sotto la media, ma dotato di una forza fisica straordinaria e di un talento fuori dal comune per alcune attività, come il football e la musica. Questa versione di Forrest è meno “dolce” e più ironica, a tratti persino sgradevole, una scelta che nel film viene completamente smussata per renderlo più vicino al pubblico.
Un’altra differenza importante riguarda il tono generale della storia. Il romanzo ha un approccio satirico e pungente nei confronti della società americana. Attraverso le incredibili avventure di Forrest, Groom costruisce una critica feroce al sogno americano, mettendo in evidenza le contraddizioni e le assurdità della storia recente degli Stati Uniti. Il film, pur mantenendo alcuni elementi di critica sociale, sceglie invece una narrazione molto più emotiva e nostalgica, puntando sul coinvolgimento sentimentale dello spettatore.
Anche i personaggi secondari cambiano profondamente. Jenny, nel libro, è una figura molto più distante e problematica, meno idealizzata rispetto alla versione cinematografica. La sua relazione con Forrest è più frammentata e meno romantica, priva di quella centralità emotiva che nel film diventa uno dei pilastri della storia. Allo stesso modo, il Tenente Dan nel romanzo ha un ruolo più limitato e meno simbolico, mentre nel film rappresenta uno dei percorsi di trasformazione più intensi, legato al tema del destino e della redenzione.
Le differenze emergono anche negli eventi raccontati. Il libro spinge molto di più sull’assurdo e sull’inverosimile: Forrest diventa astronauta, vive avventure quasi surreali e si muove in contesti che nel film vengono eliminati o semplificati. Zemeckis e gli sceneggiatori hanno scelto di ridurre questi eccessi per rendere la storia più coerente e accessibile, concentrandosi su alcuni momenti chiave della storia americana del Novecento.
In definitiva, Forrest Gump libro e film raccontano due storie che partono dallo stesso personaggio ma arrivano a risultati molto diversi. Il romanzo è più graffiante e irriverente, mentre il film è più emozionale e universale. Due opere distinte, entrambe valide, che dimostrano come un adattamento cinematografico possa trasformare profondamente un testo, mantenendone l’anima ma cambiandone il cuore.




