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“I Fantastici Quattro” e lo zampino di Stanley Kubrick

Published by
Marta Zelioli

Il film ‘Fantastici Quattro – Gli inizi’ nelle sale da qualche giorno, per alcuni frangenti dovrebbe avervi ricordato un certo lavoro del maestro Stanley Kubrick

“I Fantastici Quattro – Gli inizi’ è un film di Matt Shakman uscito nelle sale cinematografiche da pochi giorni. Si tratta del 37esimo film del Marvel Cinematici Universe (MCU) e secondo reboot della serie di film sui Fantastici Quattro.

“I Fantastici Quattro” e lo zampino di Stanley Kubrick (foto screen YouTube Marvel Italia) – Cinema.it

Ambientato a Manhattan, il film vede protagonisti Pedro Pascal nei panni di Reed Richards, alias Mr. Fantastic; Vanessa Kirby nei panni di Sue Storm, alias la Donna Invisibile; Joseph Quinn nei panni di Johnny Storm, alias la Torcia Umana; ed Ebon Moss-Bachrach nei panni di Ben Grimm, alias la Cosa. Con il cambio di linea temporale, il regista Matt Shakman ha chiarito di aver immaginato il film ambientato in un futuro ottimistico.

“I Fantastici Quattro” e l’ispirazione dal maestro Stanley Kubrick

Lo scenografo Kasra Farahani ha trasformato i Pinewood Studios di Londra in una Manhattan retrofuturistica, traendo ispirazione da “2001: Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick e da architetti come Eero Saarinen e Oscar Niemeyer.
La costruzione del set di Times Square ha richiesto 15 settimane, sono stati riprodotti edifici come l’RKO Palace, l’Embassy Theater e altri che rappresentavano una visione retrofuturistica della New York di metà secolo.

Farahani ha spiegato: “Siamo arrivati a questo: abbiamo pensato che circa due terzi di New York e Times Square sarebbero stati più o meno identici a quelli che si vedono nelle foto storiche di Times Square degli anni ’60, ma circa un terzo sarebbe stato diverso. E quale sarebbe stato?”

“I Fantastici Quattro” e le scenografie di una New York vintage (foto screen YouTube Marvel Italia) – Cinema.it

Il Forum, l’RKO Palace e l’Embassy Theater sono stati fedelmente ricreati dal passato. Farahani racconta di aver creato altri edifici come il distributore automatico Horn & Hardart, la merceria Leighton’s e la farmacia Whelan’s. “Erano tutti elementi reali, che si possono vedere in riferimento agli anni ’60, ma poi abbiamo aggiunto questo tocco di retrofuturismo”, ha proseguito lo scenografo.

“C’è un sistema di monorotaia con questa gigantesca struttura parabolica che sembra qualcosa che potrebbe aver progettato Eero Saarinen”, ha spiegato, riferendosi all’architetto finlandese-americano che ha progettato il Gateway Arch di St. Louis. Farahani è stato influenzato anche dall’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, lo si può notare dalle curve paraboliche presenti nel film.

Di grande impatto anche le auto futuristiche / d’epoca che si vedono nel film, sono state costruite due varanti della Panhard, con in aggiunta delle alette e dei dettagli retrò-futuristici, con loro anche scooter elettrici e bubble car. Il Baxter Building, l’appartamento Baxter e il laboratorio di Reed al suo interno sono fortemente ispirati all’architettura di Saarinen e Niemeyer.

“I Fantastici Quattro” e l’ispirazione dal maestro Stanley Kubrick (foto screen YouTube Marvel Italia) – Cinema.it

Farahani in merito ha specificato: ”Ciò che ritengo importante del lavoro di questi due architetti è che la loro opera è innegabilmente futurista e ottimista. Niemeyer progettò e costruì Brasilia, che avrebbe dovuto essere la capitale utopica del Brasile. Saarinen realizzò il terminal TWA, l’aeroporto di Dulles e l’Arco di St. Louis. Sono tutti progetti così futuristici”.

Il richiamo più forte per quanto riguarda il laboratorio di Reed, proviene da Stanley Kubrick in particolare dal film “2001: Odissea nello spazio”. “Credo che quel film catturi un ideale in termini di qualcosa che sembra molto retrò-futuristico, eppure molto sofisticato ed elegante, e che è profondamente ancorato a un mondo plausibile”.

Marta Zelioli

Giornalista pubblicista classe '82 appassionata di cronaca nera e cinema. Ho avuto modo di crescere professionalmente come assistente dello scrittore, sceneggiatore e criminologo Donato Carrisi che ha alimentato ulteriormente la mia inclinazione sia per la nera che per il cinema. Lavoro per Web365 dal 2020.

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