Il diavolo veste Prada 2: perché il ritorno di Nate è diventato un “fuori catalogo” dell’ultimo minuto

Un caffè di troppo o un ritardo imperdonabile? Il regista de Il Diavolo veste Prada 2 spiega il “licenziamento” di Adrian Grenier e il destino della scena di Sydney Sweeney

Nel mondo di Miranda Priestly, il tempo è un lusso che nessuno può permettersi, e a quanto pare nemmeno il regista David Frankel è riuscito a battere il cronometro. Mentre l’attesa per ‘Il Diavolo veste Prada 2′ raggiunge temperature da front-row, una notizia ha lasciato i fan con l’amaro in bocca: Adrian Grenier, lo storico volto di Nate, non farà parte del cast. Nonostante le speranze di rivedere il fidanzato (spesso criticato) di Andy Sachs, Frankel ha ammesso a EW che il tanto chiacchierato cameo è sfumato.

Anne Hathaway in una scena de Il diavolo veste Prada
Il diavolo veste Prada 2: perché il ritorno di Nate è diventato un “fuori catalogo” dell’ultimo minuto (foto screen YouTube trailer) – Cinema.it

“Avevo pensato di inserirlo, ma era troppo tardi nella nostra tabella di marcia”, ha confessato il regista, rivelando che la pellicola è stata ultimata appena un mese prima della release. In parole povere, per Nate non c’era più spazio in un’agenda già fitta di scadenze impossibili. Grenier, dal canto suo, non ha nascosto la delusione, ma ha scelto la via dell’autoironia: l’attore è infatti apparso in uno spot di Starbucks dove scherza proprio sulla sua esclusione, dimostrando un’umiltà che Frankel ha definito “esilarante”. Ma se il destino di Nate è stato segnato dalla fretta, c’è chi è finito nel cestino del montaggio per motivi puramente stilistici.

Il sequel, che vede il ritorno trionfale di Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci, sembra aver subito un editing ferocissimo. Non è solo Grenier a mancare all’appello: anche l’ascesa di nuove stelle ha subito una battuta d’arresto tra le pareti virtuali della rivista Runway.

Cameo tagliati e nuove icone: il destino di Sydney Sweeney e l’ascesa di Gaga

Il “taglio” più doloroso della versione finale riguarda Sydney Sweeney. La star di Euphoria aveva infatti girato un cameo di tre minuti nei panni di se stessa, intenta a farsi confezionare un abito Dior da una Emily Charlton (Emily Blunt) ormai diventata una potenza del settore. Tuttavia, la sequenza è stata eliminata per snellire il ritmo del film e focalizzare meglio il re-ingresso trionfale della Blunt nella narrazione. Un sacrificio necessario, forse, ma che priva il pubblico di un incontro generazionale tra icone della moda.

Meryl Streep e Stanley Tucci in macchina
Cameo tagliati e nuove icone: il destino di Sydney Sweeney e l’ascesa di Gaga (foto screen YouTube trailer) – CInema.it

Chi invece è riuscita a superare indenne la selezione di Miranda è Lady Gaga. La pop star non si è limitata a firmare la colonna sonora, ma appare in due scene chiave del film, consolidando il suo legame con il cast dopo l’elettrizzante première newyorkese. Frankel ha raccontato che la scintilla per questo sequel, atteso per vent’anni, è scoccata solo dopo aver visto la reunion del trio Streep-Hathaway-Blunt ai SAG Awards del 2024: “Non riuscivo a immaginare di farlo senza il supporto di tutti”.

Mentre il film si prepara a conquistare il botteghino, resta il mistero su cosa avrebbe fatto Nate in quel cameo mancato. Frankel preferisce non rivelarlo, lasciando ai fan solo l’immagine di un attore che, invece di servire panini in un loft di Manhattan, ora sorseggia caffè scherzando sul proprio destino. In fondo, come direbbe Miranda Priestly, i dettagli della sua assenza sono “tutto qui”.