La gatta sul tetto che scotta è un film di Richard Brooks del 1958 tratto dall’omonimo dramma teatrale di Tennessee Williams. Il film fu vittima di una tragica e feroce censura che fece infuriare l’autore.
‘La gatta sul tetto che scotta’ è una pellicola con due protagonisti molto importanti, la splendida Liz Taylor e l’affascinante Paul Newman. Si tratta di uno dei capitoli più affascinanti e complicati della Hollywood classica.

Il film è tratto dalla pièce teatrale di Tennessee Williams, che vinse il Premio Pulitzer. Nel testo originale, il tormento del protagonista Brick (Paul Newman) e il suo rifiuto verso la moglie Maggie (Elizabeth Taylor) derivano chiaramente da una omosessualità repressa e dal dolore per il suicidio dell’amico Skipper, con cui aveva avuto un legame profondo. Nel film la situazione dovette essere posta in modo diverso, occultata e vaga.
La censura del film ‘La gatta sul tetto che scotta’ e le tragedie sul set
‘La gatta sul tetto che scotta’ fu un set più che difficile. Molto, molto complesso. La questione più controversa era legata al Codice Hays. La censura cinematografica vietava allora qualsiasi riferimento all’omosessualità. Il regista Richard Brooks dovette trasformare il conflitto in una generica “mancanza di maturità” e in un difficile rapporto con il padre (Big Daddy).

Tennessee Williams odiò così tanto i cambiamenti da consigliare alle persone in fila al cinema di andarsene, dicendo: “Questo film riporterà l’industria indietro di 50 anni. Andate a casa!”. Paul Newman, da fervente sostenitore dell’Actors Studio, voleva mantenere l’ambiguità sessuale del personaggio nonostante i tagli della sceneggiatura.
Liz Taylor travolta dalla tragedia sul set
Il set fu colpito da una tragedia reale che cambiò profondamente il clima di lavoro. Solo due settimane dopo l’inizio delle riprese, il marito di Elizabeth Taylor, il produttore Mike Todd, morì in un incidente aereo. La Taylor era distrutta dal dolore e visibilmente dimagrita.
Tuttavia, dopo una brevissima pausa, tornò sul set. Molti critici sostengono che la sua interpretazione di Maggie, così carica di frustrazione, rabbia e disperazione, sia stata alimentata dal dolore reale che stava provando in quel momento. Proprio a causa delle difficili riprese del film, Paul Newman e Elizabeth Taylor rimasero amici per tutta la vita.

Newman e sua moglie, Joanne Woodward, furono tra i pochi che riuscirono a starle vicino in modo discreto. Elizabeth Taylor dichiarò in seguito che la professionalità e la gentilezza di Newman sul set furono fondamentali per aiutarla a non crollare psicologicamente.





