Lady D e il cinema: la verità di Kevin Costner

Lady Diana attrice. A quanto pare questa cosa sarebbe potuta accadere per mano di Kevin Costner. Purtroppo arrivò troppo tardi.

Esistono storie che sembrano scritte dal destino e che, per un soffio, non hanno mai visto la luce, rimanendo sospese nel limbo dei grandi rimpianti cinematografici.

Kevin Costner
Lady D e il cinema: la verità di Kevin Costner (foto screen YouTube) – Cinema.it

Dopo il successo planetario del 1992, il mondo intero attendeva il ritorno di quella guardia del corpo diventata icona, ma nessuno avrebbe potuto immaginare chi fosse stata scelta per occupare il posto lasciato vuoto da Whitney Houston.
Un’idea audace, nata da una telefonata riservata e nutrita da una reciproca stima, che avrebbe dovuto portare sul grande schermo la donna più fotografata e amata del pianeta in un ruolo che ricalcava pericolosamente la sua realtà quotidiana.

Si trattava di un progetto ambizioso, capace di unire il glamour di Hollywood alla regalità europea, promettendo di ridefinire i confini tra finzione e cronaca. Tuttavia, la sceneggiatura definitiva arrivò sulla scrivania del protagonista in un giorno funesto, trasformando quel sequel in un testamento di ciò che sarebbe potuto essere e che, invece, non diventerà mai immagine.

La sceneggiatura sul tavolo: il tragico tempismo del destino

Il cinema è fatto di sogni, ma alcuni sono destinati a infrangersi contro il muro della realtà e del protocollo reale. Per anni è rimasta sospesa nell’aria come una leggenda metropolitana, ma è stato lo stesso Kevin Costner a dare i contorni della verità a una delle storie più incredibili di Hollywood: il seguito di Guardia del corpo avrebbe dovuto avere come protagonista Lady Diana.

L’accordo non era solo un’idea vaga, ma una trattativa concreta nata sotto l’ala diplomatica di Sarah Ferguson. Fu lei a fare da tramite per il primo approccio, quando Costner propose alla Principessa di costruire il sequel interamente attorno alla sua figura. La risposta di Diana fu immediata e carica di presagio: «Sì. La mia vita sta per cambiare». Una frase che l’attore interpretò come il desiderio di un nuovo inizio, lontano dai rigidi schemi della monarchia.

Kevin Costner con il premio Oscar in mano
La sceneggiatura sul tavolo: il tragico tempismo del destino (foto screen YouTube) – Cinema.it

Il rapporto tra la star e la Principessa si tinse subito di una dolce complicità, arrivando persino a discutere i dettagli della sceneggiatura. Diana, con la curiosità di chi si affaccia a un mondo nuovo, chiese esplicitamente se il copione prevedesse una scena di bacio. «Se lo vuoi, lo faremo», fu la risposta di Costner. Un momento di cinema puro che, purtroppo, non avrebbe mai visto la luce.

Kevin Costner ha rivelato un dettaglio che aggiunge un velo di profonda malinconia al progetto: la prima bozza del copione di Guardia del corpo 2 arrivò sulla sua scrivania il 31 agosto 1997, proprio nelle stesse ore in cui il mondo intero restava sospeso davanti alle immagini del tunnel dell’Alma a Parigi. Mentre la vita di Lady Diana si spegneva tragicamente, tra le mani dell’attore prendeva forma il futuro cinematografico della Principessa.

Nelle prime trenta pagine che ebbe il tempo di sfogliare, Costner ritrovò l’essenza stessa della donna con cui aveva parlato al telefono: il personaggio, battezzato Julia, era stato cucito su misura per lei, descritto come un mix magnetico di dignità, intelligenza e sottile ironia. Era un ritratto vibrante che Diana non avrebbe mai potuto interpretare.

Con la notizia della sua scomparsa, quel cumulo di fogli perse improvvisamente ogni valore artistico. “Si fermò tutto. Mi spezzò il cuore”, ha ricordato l’attore anni dopo, confessando di non essere mai riuscito a finire la lettura di quel copione, diventato in un attimo il testamento di un sogno infranto.

Il dopo Lady D e la reazione dei reali

Tuttavia, il vero dramma iniziò dopo la tragica scomparsa di Diana nel 1997. Quando le intenzioni di Costner trapelarono, la Royal Family non nascose il proprio disappunto, scatenando una reazione che l’attore definisce oggi “piuttosto spiacevole”. Il tentativo di mettere a tacere la verità portò Costner a un duro scontro con i vertici della Corona. Stanco delle pressioni e delle smentite, l’attore fu costretto a un ultimatum telefonico: «Dovete fermarvi, perché è tutto vero. Se non la smettete, inizierò io a parlare».

Il sequel di The Bodyguard finì in quel momento nel cassetto dei progetti impossibili. Senza la sua musa, e con il peso di un’opposizione reale così ferma, Costner scelse il silenzio, lasciando che quel bacio promesso rimanesse l’ultima, romantica inquadratura di un film mai girato.

Gestione cookie