I migliori film originali di Netflix, sono diverse le perle sfornate dal colosso dello streaming, alcuni troppo trascurati. Malgrado Netflix sforni contenuti ad alta velocità è anche in grado di portare sul piccolo (e grande) schermo, film davvero eccelsi. Negli ultimi anni ci ha stupito con delle chicche molto interessanti
Nonostante il suo impegno per la quantità, negli ultimi anni Netflix ha anche lavorato per affermarsi come fornitore di intrattenimento di qualità. 
I migliori film originali Netflix (foto Ansa) – Cinema.itNetflix ha lottato per ottenere riconoscimenti agli Oscar e ad altre cerimonie di premiazione, chiedendo a registi acclamati come Martin Scorsese, Spike Lee e Todd Haynes di arricchire il suo vasto catalogo. I suoi contenuti originali dimostrano che è in grado di coltivare i beniamini della critica tanto quanto i suoi contemporanei.
Netflix e i suoi migliori prodotti: l’elenco dei film imperdibili
Il primo film Netflix di cui vi parliamo è ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’. Basato sul celebre romanzo di Erich Maria Remarque del 1929, il film segue Paul Bäumer (Felix Kammerer), un ragazzo tedesco diciassettenne che si arruola nell’esercito durante la Prima Guerra Mondiale. Le sue idee ambigue sull’essere un soldato vengono bruscamente demolite quando si trova ad affrontare la dura realtà della guerra.
L’adattamento del 2022 di Edward Berger aggiorna il film del 1930, pur mantenendone lo stesso impatto narrativo ed emotivo. In particolare, Berger aumenta considerevolmente la violenza, e la quantità di sangue versato sullo schermo può risultare difficile da digerire. Il film utilizza immagini suggestive per raccontare la storia di una guerra su vasta scala, ma riesce emotivamente perché seguiamo questi eventi attraverso gli occhi del giovane Paul. Per un pubblico abituato a guardare film di guerra americani, è significativo assistere alle circostanze che hanno portato questi ragazzi a marciare con gioia verso la morte.

Il film ‘Storia di un matrimonio’ cattura un’istantanea potente di due persone che si separano. La trama segue una coppia che sta attraversando un divorzio. Adam Driver, in una delle sue migliori interpretazioni , interpreta Charlie, un regista teatrale di New York. Charlie sta affrontando un divorzio con la moglie attrice, Nicole (Scarlett Johansson). Quando Nicole si trasferisce a Los Angeles per lavoro, portando con sé il figlio Henry (Azhy Robertson), la loro separazione si complica. Nicole assume la famosa avvocatessa divorzista Nora Fanshaw (Laura Dern) e Charlie è costretto a cercare un proprio avvocato.
Invece di raccontare la storia della loro relazione, il film ci catapulta nel bel mezzo della loro rottura. Osserviamo due persone che un tempo avevano una relazione felice perdere la capacità di comunicare.
‘Il potere del cane’. Jane Campion ha fatto la storia quando è stata nominata e ha vinto il premio come Miglior Regista nel 2022, sebbene sia stato l’unico premio vinto da “Il potere del cane” su ben 12 nomination. Adattamento del romanzo di Thomas Savage del 1967, il film della Campion racconta la storia di due fratelli: Phil (Benedict Cumberbatch) e George (Jesse Plemons), che gestiscono un ranch nel Montana del 1925.

Quando George sposa Rose (Kirsten Dunst), le tensioni aumentano. L’irascibile Phil crede che Rose voglia George solo per i suoi soldi e sminuisce il figlio di Rose, Peter (Kodi Smit-McPhee), che considera debole ed effeminato. La relazione tra Phil e Peter si complica, soprattutto quando Peter scopre i profondi sentimenti di Phil per il suo mentore, Bronco Henry.
Sebbene concepito come un western, “Il potere del cane” è più un avvincente studio psicologico di un personaggio e un dramma gotico che una storia di uomini in un ranch. Cumberbatch offre un’interpretazione tra le migliori della sua carriera, che ti tiene col fiato sospeso sulle sue intenzioni e sui retroscena del suo comportamento crudele. Il Peter di Smit-McPhee è altrettanto misterioso e, insieme, dipingono una storia avvincente, i cui contorni non diventano chiari fino alla fine.
‘The Irishman’ Sebbene entrambi parlino di gangster, “Quei bravi ragazzi” e “The Irishman” non potrebbero essere più diversi. Mentre “Quei bravi ragazzi” è rumoroso, drammatico e mostra criminali che raccolgono i frutti del loro lavoro, “The Irishman” racconta una storia più tranquilla, senza enfasi o virtuosismi. Il pilastro di Martin Scorsese, Robert De Niro, interpreta Frank Sheeran, che passa la vita a dipingere case. Beh, non proprio. “Dipingere case” è un termine gergale mafioso per indicare un sicario.

Quando Frank incontra il mafioso Russell Bufalino (Joe Pesci) negli anni ’50, inizia la sua carriera di killer a contratto. In seguito, conosce il famoso boss dei Teamsters, Jimmy Hoffa (Al Pacino). Decenni di omicidi passano, mentre Frank si allontana da familiari e amici, e tutti coloro che un tempo conosceva finiscono sottoterra. “The Irishman” dura tre ore e mezza, il che permette a Scorsese di prendersi il suo tempo per raccontare una storia che è al tempo stesso epica e molto breve.
A differenza dei mafiosi degli altri film di Scorsese, Sheeran non trae piacere dal suo lavoro. È privo di passione, o di qualsiasi sentimento, il che non fa che rendere la violenza costante del film ancora più inquietante. Con interpretazioni magistrali di veterani di Hollywood, “The Irishman” è una delle opere più malinconiche di Scorsese, e la sua potenza silenziosa vi rimarrà impressa.
‘È stata la mano di Dio’ è un dramma semi-autobiografico del regista Paolo Sorrentino. Un film avvincente, che segue l’adolescente Fabietto (Filippo Scotti) nella Napoli degli anni ’80. Fabietto proviene da una famiglia unita ma eclettica che soffre di vari problemi personali. Il mondo di Fabietto implode quando una tragedia lo colpisce, anche se la sua vita viene inavvertitamente salvata da Diego Maradona. Di fronte alla prospettiva che Dio lo abbia scelto per qualcosa, Fabietto cerca un significato ed esplora il suo amore per il cinema.

‘May December’ racconta una storia da tabloid senza sensazionalizzarne l’argomento. È un film sul cinema che mette sotto accusa la nostra ossessione per la verità, negandoci al contempo qualsiasi risposta facile. Natalie Portman interpreta Elizabeth, un’attrice di Hollywood incaricata di seguire Gracie (Julianne Moore), che ha iniziato una “relazione” illecita con il suo attuale marito, Joe (Charles Melton), quando lui aveva 13 anni e lei 36.
Elizabeth vuole conoscere la coppia per poterla ritrarre fedelmente nel film, ma Grace la tiene a distanza e Joe vuole solo qualcuno con cui parlare. Il film di Todd Haynes è un capolavoro che ti tiene col fiato sospeso. La colonna sonora e alcune scene della fotografia suggeriscono un melodramma e persino un tono kitsch, ma questi svolazzi stilistici sono solo una falsa pista.
Questa è una storia sulle vite che fingiamo di vivere, sulle vite che viviamo davvero e sull’abisso che le separa. Moore e Portman sono incredibili nei loro ruoli, e si cimentano in una sorta di “gara tra dive” senza mai esagerare. Ma è Charles Melton a offrire l’interpretazione più importante del film, poiché la sua solitudine rivela la posta in gioco esistenziale di questa storia.
Il più bel film distribuito da Netflix è sicuramente ‘Roma’, almeno per quanto riguarda la sua posizione nel settore. Il film di Alfonso Cuarón del 2018 ha fatto vincere a Netflix il premio come Miglior Film, dopo che l’azienda ha investito milioni di dollari nella campagna. Ha vinto anche come Miglior Regia e come Fotografia.
Si tratta di una rivisitazione semi-autobiografica della giovinezza di Cuarón, il film segue Cleo (Yalitza Aparicio), una domestica che vive in una famiglia benestante nella Città del Messico degli anni ’70. Sebbene Cleo abbia un buon rapporto con la famiglia, le cose si complicano di fronte a una crisi personale, e le disparità di classe e razza vengono portate alla luce.
“Roma” è un film luminoso, composto da ampie carrellate che catturano il mondo come un oggetto in movimento. Il movimento lento del film enfatizza il mondo interiore di questi personaggi, ma anche la natura ciclica del tempo e della crescita, dando vita a un brillante trattato su empatia, solidarietà e amore. Poesia vera.





