Manca ormai pochissimo al via della 98ª edizione degli Academy Awards: tra poche ore, le luci del Dolby Theatre di Los Angeles si accenderanno per celebrare il meglio della stagione cinematografica
Mentre il red carpet si prepara ad accogliere le star mondiali, l’Italia si organizza per seguire la maratona notturna che decreterà i nuovi re e regine del cinema. Il comando della serata americana è affidato a Conan O’Brien, il cui ritorno sul palco più prestigioso del mondo promette una conduzione brillante, capace di mescolare la sua proverbiale autoironia con il glamour istituzionale che l’evento richiede.

Per gli spettatori italiani, l’appuntamento è fissato per stasera su Rai 1: sarà Alberto Matano a guidare lo speciale “Oscars – La notte in diretta”, in onda a partire dalle 23:30. Dagli studi di Roma, Matano accompagnerà il pubblico attraverso i momenti salienti della sfilata sul tappeto rosso fino all’inizio della cerimonia vera e propria, prevista intorno alle 2:00 del mattino (ora italiana). Sarà una lunga notte di commenti, analisi e ospiti in studio, pensata per chi non vuole perdere nemmeno un minuto della consegna delle statuette, con la possibilità di seguire l’evento anche in lingua originale tramite l’opzione audio dedicata.
Quest’anno la cerimonia presenta un’attesa novità strutturale: il debutto della categoria Miglior Casting. È la prima volta dal 2001 che l’Academy introduce un nuovo premio competitivo, un riconoscimento fondamentale per i direttori del casting che hanno il compito spesso invisibile, ma cruciale, di creare l’alchimia perfetta tra gli attori. Una serata che si preannuncia storica non solo per i vincitori, ma per l’intera industria che finalmente vede riconosciuta una delle sue colonne portanti.
I protagonisti: la sfida tra giganti e il caso Chalamet
Il nome che domina ogni discussione a poche ore dall’inizio è quello di Timothée Chalamet. L’attore, candidato come Miglior Attore Protagonista per ‘Marty Supreme’, è il super favorito, nonostante le recenti e accese polemiche nate dalle sue dichiarazioni controverse, in cui ha definito “morti” il balletto e l’opera.
Sebbene le sue parole abbiano sollevato un polverone mediatico, la critica concorda sul fatto che la sua interpretazione sia stata magistrale, rendendolo l’uomo da battere per colleghi del calibro di Leonardo DiCaprio (One Battle After Another) e Michael B. Jordan (Sinners).

Grande incertezza avvolge la categoria Miglior Attrice non Protagonista. Il duello è serratissimo: da un lato la veterana Amy Madigan per ‘Weapons’, la cui vittoria rappresenterebbe un coronamento alla carriera, dall’altro la rivelazione Teyana Taylor, che in ‘One Battle After Another’ ha offerto una performance viscerale che ha conquistato i giurati dell’Academy. È un testa a testa che si risolverà probabilmente solo all’ultimo voto.
Ma la vera battaglia all’ultimo sangue riguarda il Miglior Film. La sfida vede contrapposti due modelli di cinema diversi. Da una parte “One Battle After Another”, il grande affresco di Paul Thomas Anderson: un film classico, solido, che potrebbe finalmente regalare la statuetta al suo regista dopo le tante nomination del passato, ben 14.
Dall’altra parte preme l’innovazione di ‘Sinners’, un’opera moderna che vanta ben 16 candidature totali, un record che lo posiziona come il favorito tecnico della serata. La notte di Los Angeles ci dirà se trionferà la tradizione o il nuovo corso del cinema mondiale.





