La famosa telefonata di Furio, quella del socio ACI, è passata alla storia del cinema italiano. Tuttavia non ci si è soffermati tanto spesso a pensare sulla genesi di questo personaggio, su come sia stato partorito quel momento
Carlo Verdone è responsabile della nascita di diversi personaggi iconici del cinema italiano. Gli siamo molto grati per i momenti di risate interminabili e di frasi diventate tormentoni, come dei suoi personaggi indimenticabili a cui si sono poi ispirate intere generazioni di comici italiani.
Vedere la genesi di questi miti, analizzare i dietro le quinte, i confronti, gli scambi, i consigli, fa comprendere non solo il lavoro degli autori e dell’attore ma fa anche riflettere su quanto sia importante avere al proprio fianco dei professionisti che grazie ai loro consigli possono realmente fare la differenza, soprattutto se stiamo parlando di Leo Benvenuti e Piero De Bernardi.
Lavorare con il duo Leo Benvenuti e Piero De Bernardi (gli sceneggiatori di Amici miei e Fantozzi) è stato fondamentale per Carlo Verdone per dare una struttura narrativa solida alla sua mimica. Anche se bisogna specificare che Carlo Verdone portò il personaggio di Furio a Benvenuti e De Bernardi ma loro inizialmente erano scettici perché lo trovavano “troppo antipatico”. Fu Sergio Leone (il produttore) a insistere: “Carlo, questo è er più forte, devi faje spaccà er capello in quattro!”.
Benvenuti e De Bernardi erano maestri della crudeltà comica. Furono loro a suggerire che Furio non dovesse solo essere pignolo, ma doveva essere un “torturatore psicologico” della moglie Magda (Irina Sanpiter). Inventarono loro i tormentoni tecnici (i percorsi, i livelli dell’olio, le tappe forzate). Inoltre la telefonata non era prevista così lunga nel copione originale. Benvenuti e De Bernardi scrissero la traccia, ma Verdone aggiunse quel tono ossessivo e le pause millimetriche.
Nel video che vi alleghiamo qui sotto, si può godere di tutte le specifiche che vengono fornite a Verdone praticamente ogni minuto, ogni sfumatura è una pennellata per rendere ancora più odioso e irritante Furio.
Ovviamente come nelle migliori tradizioni comiche, Furio non è frutto di pura fantasia, sicuramente è stato ampiamente ‘abbellito’ e migliorato (se così si può dire) da Verdone, Benvenuti e De Bernardi ma alla base c’era un cugino di secondo grado di Carlo, che lo tormentava con logoranti descrizioni tecniche e pedanti raccomandazioni.
Non si può fare a meno di pensare a quanto siano fortunati in questi casi gli addetti ai lavori, che hanno modo di vedere per primi questi miti nascere e diventare cult. Nel dettaglio per il personaggio di Furio durante le riprese della telefonata, la troupe riusciva a trattenere le risate a stento.
Vennero affrontate molte discussioni riguardo Magda, se dovesse rispondere o meno alle provocazioni di Furio. De Bernardi decise che il silenzio di Magda e il suo celebre “Magda, tu mi adori?” / “Sì, Furio…” erano la chiave per rendere Furio ancora più mostruoso. Se lei avesse reagito, Furio sarebbe stato solo un uomo che litiga; nel suo monologo ininterrotto, diventa un dittatore domestico.
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