È il film che ha ispirato le menti visionarie di Lynch, Scorsese e Almodóvar: riscopri subito questo capolavoro del cinema.
Nel vastissimo panorama cinematografico, esistono opere-prisma in grado di ispirare e influenzare la poetica degli autori delle generazioni successive. È il caso dei grandi classici del cinema dei primi del Novecento, periodo in cui si sono susseguite opere di enorme valore artistico e stilistico.

Quest’ultimi, difatti, assumono il ruolo di esempi a cui guardare con attenzione per chi vuole conoscere il linguaggio cinematografico e utilizzarlo per esprimere la propria poetica. Sono molteplici i registi i quali hanno dichiarato di essersi ispirati ad opere cinematografiche del passato per intraprendere il proprio percorso stilistico.
Nomi fondamentali come quelli di David Lynch, Martin Scorsese e Pedro Almodóvar, hanno più volte rivelato di essere stati influenzati da una pellicola in particolare. Quest’ultima rappresenta uno dei grandi capolavori del cinema, film senza tempo a cui guardare con ammirazione e stupore.
Il film che ha influenzato i più grandi: è un capolavoro
Tra le pellicole le quali hanno formato lo stile e influenzato la poetica del grandi registi cinematografici, spicca senza dubbio un’opera in grado di suscitare ancora oggi stupore e meraviglia. Si tratta di Sunset Boulevard (Viale del Tramonto), film del 1950 diretto da Billy Wilder. Non si tratta solo di un classico noir hollywoodiano, bensì di un’opera fondamentale per la storia del cinema e la formazione di registi come Lynch, Scorsese e Almodóvar.

Il film, difatti, è caratterizzato da un mix esplosivo di cinismo, black humor e temi drammatici, elementi i quali spesso compongono le pellicole di questi registi. Grande opera di denuncia sulle dinamiche del divismo hollywoodiano, la trama esplora la vicenda di Norma Desmond (Gloria Swanson), ex icona del cinema muto caduta in disgrazia in seguito all’arrivo del sonoro nel cinema. La donna si legherà sentimentalmente a Joe Gillis (William Holden), uno sceneggiatore fallito il quale racconta in voice over, come un narratore onnisciente, il drammatico epilogo della sua vita.
Pur di sopravvivere all’inarrestabile trascorrere del tempo e alla stessa caducità del successo, i due protagonisti instaureranno una sorta di patto faustiano, rendendo la villa dell’ex diva un regno costruito sulle illusioni di ricchezza e fama. Il film si traduce in una sorta di monito per l’intera industria cinematografica, la quale basa le proprie fondamenta sulle vite di chi non vorrebbe tramontare mai.





