È stato l’architetto del silenzio, l’attore che ha dato una colonna vertebrale al cinema americano per oltre sessant’anni. Con la scomparsa di Robert Duvall, se n’è andato un artigiano della verità, un uomo che non ha mai avuto bisogno di urla o gesti plateali per dominare lo schermo.
Dalla sua apparizione spettrale e muta come Boo Radley ne Il buio oltre la sei pe, fino al gelido e calcolatore Tom Hagen de Il Padrino, Duvall ha costruito una carriera leggendaria scomparendo dentro i suoi personaggi.

Lo abbiamo visto respirare il “profumo del napalm al mattino” in ‘Apocalypse Now’ con una calma terrificante e lo abbiamo ammirato mentre vinceva l’Oscar per la dignità dolente di un vecchio cantante country in Un tenero ringraziamento. La sua grandezza risiedeva proprio in questo: la capacità di dominare la scena restando un passo indietro, lasciando che fosse l’anima del personaggio a parlare per lui.
‘The Judge’, il duello finale tra legge e legami di sangue
Arrivato nelle sale nel 2014, ‘The Judge’ ha rappresentato uno dei vertici della sua produzione senile e, al contempo, una delle sue sfide più intense. In questa pellicola, Duvall ha interpretato il Giudice Joseph Palmer, un uomo che ha passato l’intera esistenza a far rispettare la legge in una cittadina dell’Indiana, ma che si ritrova improvvisamente sul banco degli imputati, accusato di omicidio.
Il film non è però un semplice dramma giudiziario. È stato, prima di tutto, lo scontro sismico tra due generazioni e due stili recitativi: da una parte il carisma elettrico di Robert Downey Jr., dall’altra la roccia millenaria di Robert Duvall. Recuperare ‘The Judge’ oggi significa assistere a una vera e propria “staffetta” cinematografica. Duvall ha messo in scena la fragilità del corpo che cede alla malattia e la durezza di una mente che non accettava compromessi, regalando momenti di una crudeltà e di una tenerezza disarmanti.

È un film che vive di sguardi carichi di non detto, dove l’aula di tribunale diventa il luogo di una confessione familiare necessaria. È stata la sua ultima, grande lezione di cinema: una prova di forza che ci ricorda perché il suo nome resterà scolpito per sempre tra i più grandi di sempre. Per questa performance Duvall è stato candidato all’Oscar come Miglior Attore non protagonista. Se non avete visto o se volete rivedere ‘The Judge’ lo trovate in streaming su Netflix.
Non è stato l’ultimo film in cui ha lavorato Duvall, nonostante avesse già i suoi anni è riuscito a lavorare in altre 6 pellicole, l’ultima nel 2022 (The Pale Blue Eye) tuttavia il ruolo del giudice è quello che, nel tramonto della sua vita, è risultato il più, profondo e significativo.





