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Sandokan, tutti pensano alla serie tv: ma in pochi si ricordano il film del 1977 diretto da un grande regista

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Fabio Scapellato

La leggenda di Sandokan nasce dalla carta stampata ma diventa popolare grazie alla serie tv diretta da Sollima negli anni ’70. Proprio il successo ottenuto dalla “Tigre di Mompracen” ha portato alla produzione di un film uscito nelle sale nel 1977.

I romanzi di Emilio Salgari sono stati un successo commerciale agli inizi del XX secolo, portando il mondo intero a conoscere “Il Corsaro Nero” nel ciclo dei Corsari delle Antille e ovviamente “Sandokan” protagonista indiscusso del ciclo “Indo-Malese” delle sue avventure e personaggio che più di tutti riuscì a colpire l’immaginario collettivo.

Sandokan, tutti pensano alla serie tv: ma in pochi si ricordano il film del 1977 diretto da un grande regista – cinema.it

Oggi dei romanzi di Salgari si ricordano in pochi, ma sono ancora numerosi i fan della serie tv che vennero tratti proprio dalle opere dello scrittore. Era il 1976 quando la Rai produsse uno sceneggiato intitolato semplicemente “Sandokan” che incollò allo schermo televisivo milioni e milioni di spettatori, diventando un successo generazionale, al pari di serie tv odierne come Doc – Nelle tue mani e Mare Fuori.

Interprete di quello sceneggiato era Kabir Bedi, attore originario del Pakistan che dopo quel successo venne adottato dal pubblico italiano. Un destino simile a quello di Can Yaman, l’attore turco divenuto famoso in Italia grazie alle sue performance nelle “dizi” portate nei nostri confini da Mediaset che è stato scelto proprio per incarnare il ruolo di Sandokan nella rivisitazione moderna della storia.

La nuova serie, dopo qualche problematica burocratica in Turchia, e qualche dissidio anche tra sceneggiatori e produttori (inizialmente doveva essere prodotta da Disney) è finalmente giunta e l’accoglienza è stata tale permettere quantomeno la produzione di una seconda stagione.

Il film su Sandokan che nessuno ricorda, ma che narra una parte importante della storia del personaggio di Salgari

Il tempo cancella i ricordi poco piacevoli e tra questi ha letteralmente annullato quello del film ‘La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa!“. Al termine della messa in onda della serie del 1976, Rai Due decise di dare a Sollima – regista dello sceneggiato – l’incarico di girare un film che continuasse la storia di Sandokan.

Il film su Sandokan che nessuno ricorda, ma che narra una parte importante della storia del personaggio di Salgari – cinema.it

Il regista ha quindi richiamato tutto il cast e si è affidato alla stessa squadra per la realizzazione della pellicola che narrasse gli eventi occorsi dopo la disfatta del corsaro a Mompracen e la dipartita della sua amata. Gli ingredienti per il successo c’erano tutti, oltre al cast originale, c’era anche il materiale di Salgari, visto che la trama era ripresa quasi per intero dal libro ‘La riconquista di Monpracem‘, eppure il film è stato un flop colossale.

Lo scarso risultato al botteghino è stato in parte dovuto ad un budget risicato – addirittura inferiore a quello stanziato per lo sceneggiato – ed in parte alla devastante concorrenza esterna. Quando ha debuttato nelle sale si è scontrato con un fenomeno globale di massa destinato a lasciare un segno indelebile nella storia del cinema: Guerre Stellari.

La delusione fu tale da far cadere nel dimenticatoio non solo il film ma anche la saga: per 19 anni non venne prodotto più nulla che riguardasse Sandokan. Nel 1996 è stata mandata in onda in tv la mini serie ‘Il ritorno di Sandokan’ con cast interamente rinnovato ad eccezione di Kabir Bedi. Ma solo negli anni ’20 di questo millennio è stata prodotta una serie in grado di rivaleggiare per ambizioni con quella originale.

Fabio Scapellato

Sono laureato in Lingue, percorso Scienze per la comunicazione internazionale. Appassionato di giornalismo sin dal Liceo, scrivo da anni per blog, siti e testate giornalistiche e sono da diverso tempo giornalista pubblicista. Ho una passione smodata per il calcio e per gli sport in generale con preferenza per il Basket, la MotoGp, il Tennis e la Pallavolo. Amante del cinema d’autore, consumo nel tempo libero vagonate di serie tv, film, videogame e libri. Ritengo che la forma di narrazione più completa che ci sia oggi sia quella videoludica, anche se, come ogni medium giovane, deve ancora superare il preconcetto della massa.

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