Schindler’s List, qual è la storia vera alla base del film di Spielberg e quali parti ha romanzato

La vera storia dietro il film Schindler’s List: cosa corrisponde alla realtà e cosa viene romanzato nella pellicola sull’Olocausto.

In prossimità della Giornata della Memoria delle vittime dell’Olocausto nazista, non possiamo non ricordare uno dei film che ha saputo raccontare meglio quelle tragiche vicende, a partire dalla storia di un uomo, un imprenditore tedesco, che salvò centinaia di ebrei da morte sicura. Il film in questione è uscito nel 1993 ed è stato diretto da Steven Spielberg: Schindler’s List. Si tratta di un’opera potente, interpretata da Liam Neeson e vincitrice di ben sette premi Oscar.

la scena più famosa di schindler's list
Schindler’s List, qual è la storia vera alla base del film di Spielberg e quali parti ha romanzato (Cinema.it)

Per Steven Spielberg, dopo cinque precedenti nomination, arrivarono finalmente due riconoscimenti, come miglior film e miglior regia, quest’ultimo premio verrà bissato nel 1999 per Salvate il soldato Ryan. Sta di fatto che, nonostante si parli di uno dei registi più acclamati della storia del cinema, le tante nomination raramente si sono concretizzate poi in premi e il film sull’Olocausto risulta ancora oggi essere la sua pellicola più premiata.

Chi era davvero Oskar Schindler: ombre e luci sul nazista che salvò centinaia di ebrei

Un’opera, quella di Steven Spielberg, di importante valore soprattutto per la conservazione della memoria, ma al tempo stesso, come spesso accade nelle trasposizioni cinematografiche, va considerato che la realtà storica si dimostra essere ben più complessa di quella che appare sullo schermo. Ci sono inesattezze e incongruenze a partire dalla vicenda personale del protagonista del film, Oskar Schindler, membro del Partito Nazista che gestì una fabbrica nella Polonia occupata durante la Seconda guerra mondiale.

Liam Neeson interpreta Oskar Schindler
Chi era davvero Oskar Schindler: ombre e luci sul nazista che salvò centinaia di ebrei (Cinema.it)

È storicamente accertato che le sue azioni salvarono la vita di oltre 1.100 ebrei che dovevano essere deportati verso i campi di sterminio, su questo non ci piove, ma nel film Schindler passa come una figura che usa le sue relazioni e la sua influenza per proteggere i lavoratori ebrei, mentre il suo ritratto reale è molto più contraddittorio. Oskar Schindler era infatti un contrabbandiere, bevitore, donnaiolo e uomo d’affari spregiudicato, che solo gradualmente iniziò ad agire per proteggere gli ebrei.

Il cattivo del film e la lista di ebrei da salvare

Dietro la sua azione, infatti, c’è una combinazione di motivazioni personali, oltre che umane o umanitarie, certamente sembra esserci ben poco di altruista. Interessante nel film è poi la figura di Amon Goeth, comandante del campo di Płaszów interpretato da Ralph Fiennes, che è un personaggio terrificante e carismatico: una semplificazione fatta da Spielberg per contrapporre bene e male in senso assoluto.

Ralph Fiennes nel ruolo di Amon Goeth
Il cattivo del film e la lista di ebrei da salvare (Cinema.it)

Quello che appare incredibile è che questo è un ritratto addirittura edulcorato: Goeth non era solo un ufficiale crudele, ma un assassino sistematico la cui cattiveria e arbitrarietà non necessitavano di abbellimenti cinematografici. Un falso storico si può invece considerare la lista di ebrei da salvare: non esiste nessun elenco definito di nomi, ma nel corso degli ultimi due anni di guerra, vennero redatte più versioni e segnalati ben più nomi di quelli che in maniera lineare sembra mostrare il film.

I collaboratori di Schindler e la bambina dal cappotto rosso

Una figura chiave del film è Itzhak Stern – interpretato da Ben Kingsley – che è presentato come il principale aiutante di Schindler nella compilazione della lista, ma in realtà nel suo personaggio sono concretizzati e messi insieme altre persone che pure collaborarono con l’imprenditore tedesco, tra cui Mietek Pemper e Abraham Bankier. Insomma, non ci fu nessun contabile o segretario particolare, ma salvare quegli ebrei fu uno sforzo collettivo.

Una delle immagini più iconiche del film è la bambina con il cappotto rosso, unico elemento cromatico in un film altrimenti in bianco e nero: non è mai esistita, ma è un espediente cinematografico e ancor prima letterario, essendo presente anche nel libro di Thomas Keneally, che ha ispirato la pellicola di Spielberg. Infine un focus sul dopoguerra di Schindler, oggi considerato un eroe: in realtà, ebbe molti problemi economici, visse in condizioni difficili e morì nel 1974 in relativa povertà.

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