Woody Allen detestava il film ‘Manhattan’ e non voleva farlo distribuire

‘Manhattan’ di Woody Allen è riconosciuto come il suo capolavoro. Il regista, tuttavia, inizialmente non ne fu assolutamente soddisfatto, anzi, fece di tutto per evitarne l’uscita.

‘Manhattan’ è un film a tutto Allen: scritto, diretto e interpretato dal regista, presentato fuori concorso al 32° Festival di Cannes. È conosciuto come un grandissimo capolavoro ed è stato anche scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La scritta Manhattan fatta con i palazzi di New York, nera su fondo bianco
Il film ‘Manhattan’ ha rischiato di non vedere la luce, Allen lo detestava (foto screen YouTube) – Cinema.it

Non stupisce tutto sommato pensare che Woody Allen possa aver avuto delle incertezze in merito ad un suo film, anche se quel film è ‘Manhattan’ poiché stiamo parlando di una persona particolarmente insicura e ricca di ansie, per Allen quest’ultima non è qualcosa da curare ma la lente d’ingrandimento attraverso cui osservare l’assurdità dell’esistenza.

Nonostante sia considerato uno dei registi più colti al mondo, Allen soffre di una profonda insicurezza riguardo alla sua reale preparazione. Si è sempre definito un “autodidatta pigro”. La sua ossessione per i riferimenti a Ingmar Bergman, Dostoevskij e il jazz degli anni ’20 nasce dal bisogno di circondarsi di “giganti” per sentirsi protetto.

In ‘Manhattan’, il suo personaggio Isaac critica aspramente gli intellettuali proprio perché Allen teme di essere visto come uno di loro: vacuo e pretenzioso.

‘Manhattan’, scene iconiche e dettagli di un film che ha rischiato di non essere distribuito

Il film ‘Manhattan’ è la lettera d’amore che Woody Allen ha scritto per la sua città, è poesia pura e viene resa ancor più evidente dal bianco e nero usato per la pellicola. Accanto ad Allen la sua musa dell’epoca, la splendida Diane Keaton nei panni di Mary. Il direttore della fotografia il leggendario Gordon Willis, girò in un bianco e nero ad alto contrasto usando il formato anamorfico (molto largo).

Woody Allen voleva che New York apparisse come nei film che amava da bambino e che avesse il ritmo della musica di George Gershwin. Willis affermò che volevano rendere la città un personaggio vivo, non solo uno sfondo e il lavoro gli riesci perfettamente. Anche se lui non era d’accordo.

La scena di 'Manhattan' con Allen e la Keaton seduti sulla panchina di fronte il Queensboro Bridge
‘Manhattan’, scene iconiche e dettagli di un film che ha rischiato di non essere distribuito (foto screen YouTube) – Cinema.it

L’inquadratura di Isaac e Mary sulla panchina sotto il Queensboro Bridge sulla 59esima strada è una delle più famose del cinema mondiale. Sono anche andata a cercarla nel mio primo viaggio a New York e con profondo rammarico e delusione ho trovato quel punto completamente diverso e la panchina scomparsa perché in realtà venne portata lì appositamente. Vi si trovano altre panchine ora e una sorta di piccolo parco ma non con quella prospettiva. È da tenere presente in caso qualcuno volesse, come me, vedere la location.

Poiché le luci del ponte non erano abbastanza luminose per la pellicola dell’epoca, Willis convinse la città di New York a lasciare accese le luci del ponte oltre l’orario previsto, ma dovette comunque aggiungere dell’illuminazione artificiali per far risplendere l’acqua del fiume East River.

Un’altra scena iconica del film è il famoso monologo finale di Isaac sulle “cose per cui vale la pena vivere” (Groucho Marx, Willie Mays, il secondo movimento della Sinfonia Jupiter, i film svedesi, ecc.) è diventato un manifesto culturale. Allen scrisse quella lista basandosi sulle sue reali passioni. La scena fu girata con una ripresa lunghissima e fissa, proprio per dare l’idea di un flusso di coscienza autentico. Molti critici vedono in quel momento la vera voce del regista che esce dal personaggio.

Dopo tanto amore e tanta devozione nel dettaglio, una volta concluso il film, Woody Allen non lo trovò all’altezza di quanto aveva in mente. Comprensibile se vogliamo visto il grande amore del regista per la sua città.

Allen rimase così deluso dal risultato che offrì alla United Artists di dirigere un altro film gratuitamente pur di convincerli a non distribuire Manhattan. Disse: “In quel momento della mia vita, pensavo fosse la cosa peggiore che avessi mai fatto”. Fortunatamente per noi, la casa di produzione rifiutò l’offerta.

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